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Scavone, la grande paura è alle spalle: gol di testa e festa Bari

Il cerchio si è chiuso, con una zuccata al destino, tra portiere e palo. A chiudere una partita e un capitolo complicato per la carriera. Il colpo di testa con cui Manuel Scavone ha firmato il 3-0 del Bari sul Picerno (a segno anche Laribi e Antenucci) ha rappresentato ben più di un semplice gol.

E non solo perché ha rappresentato il primo centro stagionale del centrocampista classe 1987, tornato in Puglia a sette anni dal suo addio per contribuire al tentativo di ritorno in B del club della famiglia De Laurentiis, ma anche perché un anno fa – di questi tempi – il calciatore di origini lucane ma nato in provincia di Bolzano ha attraversato una sliding door della sua carriera.

FOTO DI DOMENICO BARI

1 febbraio 2019, pochi secondi dal via di Lecce-Ascoli: su un pallone volante Scavone prova a colpire di testa ma nel contendere la sfera al marchigiano Giacomo Beretta va giù. Impatto violentissimo, perdita di sensi e intervento dei compagni che gli prestano i primi soccorsi evitando che resti soffocato. "Forte trauma commotivo con momentanea perdita di coscienza" fu la diagnosi dei medici.

Una grande paura, costata oltre tre mesi di stop e archiviata con il rientro in campo nella festa promozioe contro lo Spezia. Dall'inferno al paradiso, dalla grande paura alla festa. "Ho superato un periodo bruttissimo, sono stato male in alcune situazioni ma voglio solo pensare al campo dando una mano alla squadra" aveva spiegato al suo ritorno a Bari in estate. Sei mesi dopo la firma, il gol che cancella tutte le sofferenze. Più in alto di tutti sul cross da destra di Ciofani, per un gol festeggiato con emozione e rabbia, tra un calcio ai cartelloni pubblicitari, stringendo i pugni e raccogliendo gli abbracci di tutta la squadra.

FOTO DI DOMENICO BARI

Esperto in promozioni (è salito in C1 con il Sudtirol nel 2010, con il Parma e con il Lecce in A tra il 2018 e il 2019), sogna il poker a Bari. Volando in alto e mettendosi alle spalle il passato. Come un colpo di testa vincente. Improvviso ed efficace.

Luca Guerra

Nato un anno prima della caduta del Muro di Berlino, mi piace rompere gli schemi dell'informazione. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista pubblicista, scrivo quando e in ogni modo possibile: il sedile di un treno o il banco di un fast-food sono ottime scrivanie alternative. Il giornalismo la passione di una vita, il calcio come stella polare di questa passione.

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