Un “centrocampista totale, che può garantire solo tanto impegno: non mi piace dire cavolate, ci metto tanta personalità e voglia di dimostrare di valere la maglia del Bari”. Capello corto, fisico asciutto, sguardo determinato, ecco Migjen Basha. Nato in Svizzera, nazionalità albanese, radici kosovare e cuore italiano: da nove anni, trascorsi tra Lucchese, Viareggio, Rimini, Frosinone, Atalanta, Torino e Como, con un pit-stop a Lucerna, il 29enne nato a Losanna è un volto noto dei campi della penisola. L’ultima firma su un contratto l’ha apposta sui colori biancorossi qualche giorno fa, convinto dal pressing del direttore sportivo Sean Sogliano: “Il direttore mi conosceva da una vita – racconta in sede di presentazione – ha parlato con il mio procuratore ed è stato un incontro produttivo. Già qualche anno fa mi aveva cercato il Bari, e anche l’anno scorso c’era stata un’offerta ma avevo già dato la mia parola al Lucerna”.
La Puglia, però, era da tempo nel suo destino: “Mi hanno sempre parlato bene di Bari, lo stadio è stato un punto di forza per me. È uno stimolo in po’ giocare qui”. Le pressioni? Non sono un problema. “Ho giocato quattro anni in una piazza esigente come Torino, agli ordini di mister Ventura“. L’attuale Ct della Nazionale, che ormai nella città di San Nicola è di casa, è stato uno dei primi incontri di Basha a Bari: “Vive qui? Lo so bene, da quando sono qui ho visto più lui che mia moglie” scherza il centrocampista, tornato sui suoi passi dopo il pit-stop di Lucerna nella scorsa stagione: “L’anno scorso, qualche settimana dopo aver firmato in Svizzera, mi sono accorto che non ero più fatto per quel calcio. Ho scelto Como perché all’epoca mia figlia aveva un anno, non potevo allontanarmi tantissimo da casa. Non è stata una scelta facile, allora pensavo più alla famiglia che al calcio. Avevo tante offerte in serie B, ma diciamo che ho privilegiato le distanze”.
Il 7 agosto era già in tribuna per Bari-Cosenza 1-0: “L’accordo era pronto da tempo, ma ci sono voluti 15 giorni per ottenere tutta la documentazione necessaria”. Ha lavorato a parte e arriva dall’esperienza in Euro 2016: “È stata un’esperienza bellissima, qualificarsi con l’Albania all’Europeo era davvero complicato. Le cose sono cambiate con De Biasi in panchina, ha sistemato alcune cose che non andavano abbiamo rischiato anche di qualificarci per il Mondiale 2014. Ho riposato poco, a breve mi metterò al passo con i compagni. Manca solo il ritmo partita, ma sono quasi pronto”. Gianni De Biasi come “un esempio”, Bari e Albania come due realtà che condividono un mare, l’Adriatico: “La nazionale può essere anche un esempio da seguire-spiega Basha-se abbiamo un gruppo bello unito, che ha voglia di correre, non pensa a fare bella figura e riesce a trasmettere grinta in campo, faremo punti”. Conosce già tanti compagni di squadra (“Ho giocato con Di Cesare a Torino, con Defendi all’Atalanta e Valiani a Rimini”) e con Roberto Stellone ha giocato ai tempi di Frosinone: “Non è cambiato tantissimo, è uno che fa lavorare tanto ma fuori dagli allenamenti scherza anche. È bello perché si concentra sul suo lavoro e al tempo stesso è molto preparato”. Il desiderio per una stagione ha la lettera A come iniziale e finale, ma Basha spegne i riflettori: “Lo sappiamo tutti quanti, dall’altra parte però bisogna volare bassi. La serie B è un campionato complicato, ma tutti insieme credo che possiamo riuscire a fare un bel risultato”.
Luca Guerra
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