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Bagarini, terrazze vista stadio e Papa Lionel: un Rayo-Barça… da fuori l’impianto di Vallecas

Mal che vada entro in un bar. Dentro la tasca del k-way un carica iPhone, due spicci e qualche fazzoletto per un’allergia che non va via nemmeno in Spagna. Il biglietto non lo trovo. Ah, non c’è proprio. “Eh, sono arrivato solo ieri…” è la giustificazione che rifilo (in spagnolo chiaramente italianizzato solo per far pena) a qualsiasi tipo di bagarino mi si avvicini. Già, qualsiasi. C’è il giovane con la cresta più alta delle macchine in coda lungo la strada, c’è il messicano grasso e basso oppure quella specie di minorenne con il vocione. Qualsiasi. Ma tutti con lo stesso approccio navigato: ti si avvicinano e sussurrano in velocità un ‘sobran’ ossia ‘avanza’. E ti fissano negli occhi, quasi impertinenti. Al tuo minimo cenno d’interesse, si fiondano: “Quanto puoi spendere? Ne ho uno fantastico, eccezionale. Sei quasi in campo”. Si ma: “costo?!”. “200”. Non apro nemmeno bocca. “150, buon prezzo”. Anche no, grazie e non ritentare. “Costavano 40 in biglietteria” ribatto con fare scocciato. Una giungla.

Tre in cavallo, cinque/sei a tenere le transenne davanti più due ai lati come sentinelle: “Sembra stia arrivando papa Francisco” commenta un rayista in mezzo alla folla. “Arriva Lionel, ancora meglio” replica il catalano di Barcellona, ridendo. Me la rido pure io. Sorriso che mi scompare quando per raggiungere le taquillas (biglietterie) dell’Estadio de Vallecas m’imbatto in una via buia, deserta. Quartiere operaio a tutti gli effetti, non si scappa: panni stesi in faccia vista e qualche ragazzotto che si aspira due porri come se fosse aerosol. Me la filo, è andata male male: entro in un bar.

21.00: inizia. 21.24: Rayo già spazzato via da un fulmine chiamato Lionel Messi, meglio di papa Francesco per davvero con la palla tra i piedi, ovvio. 0-2 secco, senza replica. 0-2 che non mi sono nemmeno gustato a pieno per colpa di un vecchietto sedutomi proprio davanti: orecchie tappate da cuffiette, radio accesa e via di spoiler, senza pietà. “Gol!”. “Otro”. “Roja!”. Perennemente 5 secondi in anticipo rispetto alla tv. Fino a quando ho preso le mie cose e me ne sono andato infastidito.

Mi piazzo davanti ai tornelli: ne esce uno. Io leggo a voce altissima la scritta sulla porta: “Una volta che lasci lo stadio non puoi più rientrare”. Indi per cui… “Pago e mi vedo il secondo tempo!” la tento io. Ma non ho né fortuna né comprensione. Nessuna compassione. Esco in strada, vorrei suonare quel campanello lì: ultimo piano del condominio piazzato proprio davanti allo stadio, vista partido. Ma non fa per me, non sono così sfacciato. Anche perché poi il terrazzo era tutto esaurito da settimana a quanto pare. Nada. È andata male male e nel bar ci rientro pure. Lo spettacolo Barça (anche se con spoiler) vale comunque il prezzo della serata. Prezzo? 6€ di due cervezas.

Matteo Moretto

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