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De Laurentiis: “Superlega? Sempre detto ad Agnelli che stava sbagliando”

Aurelio De Laurentiis a tutto tondo. Il presidente del Napoli, ospite al Passepartout Festival, ha parlato di diversi argomenti legati al calcio e non solo. Dalla Superlega a Maradona, passando per la squadra di sua co-proprietà, il Bari.

 

 

Il presidente del Napoli ha innanzitutto chiarito il proprio pensiero sulla Superlega: “Sono riuscito a smascherare Blatter quando stava alla FIFA, Platini quando era alla UEFA. Adesso non sono riuscito ancora a dedicarmi a fondo al ripianamento totale del calcio a livello mondiale. La Superlega è figlia del fatto che le organizzazioni del calcio, le istituzioni, pensano di fare loro gli istituzionalisti con i soldi nostri“.

Io faccio parte dell’Eca, ho sempre detto ad Agnelli che stava sbagliando con la Superlega perché loro volevano diventare gli attori principali del sistema, ma invece democraticamente bisogna lasciare la porta aperta a tutti. Il calcio cambia, va modificato di anno in anno, è questo che non si vuol capire“.

 

De Laurentiis su Maradona: “Era un angelo del paradiso e della morte messi insieme”

 

Quindi, sul compianto Diego Armando Maradona, De Laurentiis ha dichiarato: “È stato unico e irripetibile. La fortuna e la sfortuna è che lo hanno avuto i napoletani. I napoletani non hanno capito che con un calcio malato e viziato dalle istituzioni non si può sempre vincere lo scudetto. Maradona gli ha portato due scudetti perché era un angelo del paradiso e della morte messi insieme. Faremo una serie tv in tre stagioni sulla storia del Napoli, la prima dal 1984 al 2001, dove c’è Maradona, con interviste a chi ha giocato in quel Napoli. Poi la storia del club dal 1924, prima della sua nascita, con la storia del ciuccio, fino al 1984. Questa sarà la seconda stagione. La terza stagione saranno i 17 anni della mia presidenza“.

 

Infine, sulla sua squadra di co-proprietà, il Bari, De Laurentiis ha detto: “Il Bari è nato perché De Caro, del Pd di Bari, è un mio amico, mi ha chiamato e mi ha chiesto di interessarmene quando è fallito, visto che lo avevo fatto con il Napoli. Mi aveva chiesto un paio di pagine con la mia idea, me ne sono venute 30, e lui mi ha bombardato per prendere il Bari. Allora l’ho proposto a mio figlio, che non era convinto ma dopo due ore cambiò idea e mi disse: ‘In fondo calcio e cinema sono nel nostro DNA, se tu mi lasci fare dopo che hai avviato la cosa va bene’. Lo rassicurai e così è stato e oggi è contentissimo“.

Redazione

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