Da Mosca a Dublino, dal Parma all’Atalanta: venticinque anni dopo, la seconda coppa europea per importanza torna in Italia.
Nel 1999 si chiamava Coppa Uefa, e sollevarla furono Malesani, Chiesa, Vanoli, Crespo e Buffon. Oggi, il testimone passa nelle mani di Gian Piero Gasperini, ma anche di Koopmeiners, Scamacca, Scalvini.
Due squadre di provincia, il Parma e l’Atalanta, con percorsi simili: il trofeo come culmine di una crescita ininterrotta. In quella stagione gli emiliani arrivarono quarti, qualificandosi alla successiva Champions. C’erano i francesi Thuram e Boghossian, gli argentini Sensini, Veròn, Crespo e Balbo (che in finale partì dalla panchina).
E poi Buffon, che con Thuram e Cannavaro sarebbe andato alla Juve, Chiesa, il colombiano Faustino Asprilla. La vittoria arrivò con un netto 3-0, contro il Marsiglia: lo stesso avversario e lo stesso risultato del Gewiss Stadium, e della semifinale di ritorno con cui l’Atalanta si era guadagnata questo storico traguardo.
Dopo quel successo, l’Italia ha continuato a vincere Champions (Milan 2003 e 2007, Inter 2010) e anche la Conference League (Roma 2022), ma nessuna Coppa Uefa/Europa League. Nessuna finale fino al 2020, poi le sconfitte di Inter e Roma, sempre contro il Siviglia. Un tabù, fino a oggi.
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