Squadra, ambiente e città unite per la vittoria. Succede a Bergamo, cuore di un'Italia ferita. Ripartenza e resilienza. Tra ricordo del recente passato e voglia di guardare in faccia il futuro.
“Quello che è successo a Bergamo ha compattato ulteriormente squadra e ambiente – ha commentato Gasperini dopo la vittoria contro la Sampdoria – La capacità di reagire e di rappresentare la rinascita della città è uno stimolo in campionato. E lo sarà, ancor di più, in Champions”.
Perché, nonostante tutto, Bergamo continua a vincere. Qui non si è cantato dai balconi durante il lockdown. Eppure, anche se in silenzio, la gente ha saputo darsi forza. Parola d’ordine? Il lavoro. A testa bassa e con impegno. I risultati parlano da sé.
A 137 giorni di distanza dal ricovero del primo paziente, la terapia intensiva del Papa Giovanni XXIII di Bergamo è Covid-free. Una vittoria. E l'Atalanta ha saputo trarne un esempio. Sei su sei dopo il lockdown, nona consecutiva, secondo posto a soli due punti. "Sarà un campionato diverso – aveva detto Gasperini prima della ripresa -: dobbiamo cancellare quanto fatto in precedenza".
Eppure l’Atalanta e Bergamo sembrano ancora più forti. In una simbiosi semplice, schietta e senza fronzoli. Come lo è la gente di queste parti. Prima delle gare interne risuona l’inno alla resilienza, “Rinascerò, rinascerai”, scritto da Roby Facchinetti, bergamasco doc. Lo stadio è vuoto. Per strada la normalità sembra ancora lontana. Ma le imprese dall’Atalanta, anche nella tristezza del momento, uniscono.
D’altronde Bergamo è la città in cui a ogni bambino nato all’ospedale viene donata dalla famiglia Percassi una divisa nerazzurra. Qui la gente non va allo stadio, va all’Atalanta. Solo qui, in Italia, il presidente, oltre che essere nativo del luogo, è anche ex giocatore della squadra in questione.
E proprio qui, anche negli anni della Serie B, Juventus, Milan e Inter hanno storicamente avuto meno tifosi che in altre provincie. Bergamo è l’Atalanta. E l’Atalanta è Bergamo. Invertendo gli addendi il risultato non cambia. Dalla storica Città Alta all’alta classifica. Il sogno proibito di un popolo, fatto diventare realtà dalla sua squadra.
di Davide Amato
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