Atalanta-Napoli e un conto aperto: gli azzurri per non spegnere un sogno, la squadra di Gasperini per inseguire quella zona Champions che fa gola da anni. “È una partita di quelle che ti guardano negli occhi. Chi abbassa lo sguardo, perde. L’Atalanta è una squadra che tiene alto il livello di qualità e ritmo, sono costruiti bene da anni. Non basterà una giocata per vincerla, ma 95 minuti di sportellate“, ha detto in conferenza stampa.
“Colpo su colpo” ha detto subito Luciano Spalletti, l’allenatore del Napoli è pronto a ripartire dopo la sosta: “Sarà una partita da terra che trema sotto i piedi. Loro andranno forte, ma noi abbiamo saputo mettere a posto momenti difficili durante la stagione. Sono contento e fiducioso dello sguardo che i miei calciatori hanno”.
“Gasperini è bravissimo – ha continuato Spalletti -, basta vedere dove ha portato l’Atalanta in Italia e in Europa negli ultimi anni. E i complimenti vanno a tutto il club per quanto fatto anche fuori dal campo. Noi siamo qui perché abbiamo vinto tante gare con la squadra non al completo, ci possiamo riuscire anche domani”.
Tanti i dubbi che si porterà a Bergamo Spalletti, quello della sostituzione di Di Lorenzo sembra non preoccuparlo: “Zanoli ha le stesse caratteristiche. Non ha giocato fin qui perché davanti ha Giovanni, uno di quelli che si supera sempre. Alessandro fin dal secondo allenamento a Dimaro me lo immaginavo titolare in un big match come quello di domani. Abbiamo anche Malcuit che ha recuperato, quindi possiamo superare quell’assenza”, ha detto il toscano in conferenza.
“Ci sono ancora tanti punti in ballo, tutte le squadre in vetta hanno le stesse possibilità di vittoria. Al di là del calendario, ci sono squadre fortissime che possono superare le difficoltà. Lozano sarà con noi, Insigne sta bene con il gruppo. Mertens domani deve dimostrare a Ciro Romeo di che pasta è fatto suo papà. Avrà un tifoso in più. Pochi stranieri nel calcio italiano si sono integrati come ha fatto lui a Napoli. Spero che domani mi presenti il conto di tutte le volte che non l’ho fatto giocare”.
Poi, una chiusura anche sulla nazionale: “Giusto continuare con Mancini. Ma ci servono strutture e una cultura diversa nei settori giovanili: facciamo sbagliare i giovani calciatori invece di essere ossessionati dalla vittoria”.
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