Ai microfoni de L’Uomo della Domenica, Gian Piero Gasperini ha raccontato i suoi 4 anni all’Atalanta. A partire dall’ultimo periodo, il più difficile per la città di Bergamo, duramente colpita dal Covid-19: “Dopo la partita di Valencia la situazione è degenerata, poi c’è stata la sospensione del campionato e tutti i calciatori hanno deciso rimanere a Bergamo. Quando è stato possibile, solo alcuni hanno voluto raggiungere i familiari all’estero o si sono fatti raggiungere. In quel periodo tutti avevamo la speranza che il campionato potesse riprendere, anche perché era una stagione così bella ed esaltante per noi. E non ci sembrava vero potesse interrompersi così".
"Poi il virus ha avuto una espansione incredibile, con quello che è successo a Bergamo in particolare, con il dolore che ha colpito la città, con così tanti morti e lutti. È chiaro che poi ha travolto anche i giocatori”.
Ma quali sono i segreti di questa Atalanta? In primis, il gruppo. Coeso come un branco di lupi. “In natura c’è l’organizzazione di squadra: il gruppo, come si evince dall’esempio dei lupi, è fondamentale e dimostra che il leader non è detto che sia quello davanti, può essere anche l’ultimo della fila. Questo mi è piaciuto molto, perché è lui che si preoccupa per tutta la squadra. Quindi, oltre a quelli davanti che aprono la strada ci sono altri che lo proteggono, poi quelli dietro che chiudono e il leader, che può essere in qualunque ruolo: non è detto che sia per forza il giocatore più forte, o quello che realizza più gol, non è sempre così. Può essere qualunque giocatore”.
Oltre al gruppo, la chiave è la coesione con la società. “Con i Percassi c’è un rapporto molto forte: c’è stima e assoluta fiducia tra la squadra, la società e la tifoseria. Un legame alla base dei successi e dei risultati che abbiamo ottenuto in questi anni. Pur cambiando, soprattutto nei primi anni, parecchi giocatori, siamo sempre riusciti ad essere competitivi e mantenere l’Atalanta su alti livelli. E la cosa più bella è che ci è riconosciuto da tanti, trasversalmente, non solo dai nostri tifosi. Questa per me è una grande soddisfazione, un grande successo”.
Infine, parole di miele sono state spese per Josip Ilicic, uomo copertina dell’Atalanta di Gasperini. “Josip è fondamentalmente un grandissimo giocatore, ha veramente tutto per esserlo. In questo momento è uno dei top in Europa perché ha raggiunto maturità, resistenza, capacità, ma soprattutto la consapevolezza di essere un grande. Quindi la testa, quella che io chiamo la centralina, molto spesso è più importante del quadricipite”.
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