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La consacrazione in Europa e un paragone irriverente: Arthur brilla contro il Tottenham

Sono bastate poche partite per dissipare ogni dubbio. E ora per Arthur nel Barcellona si apre una strada che potrebbe portarlo a grandissime soddisfazioni. Contro il Tottenham in Champions per il talento brasiliano è arrivata la consacrazione che Valverde e i tifosi blaugrana aspettavano: prima da titolare nella competizione dopo la manciata di minuti giocata contro il PSV due settimane fa, la sua terza in assoluto dal primo minuto da quando è a Barcellona dopo i match in Supercopa ad agosto contro il Siviglia e contro il Girona alla quinta di campionato. Una maglia inaspettata, ma segno di una fiducia che aiuta ad abbassare la pressione di un acquisto da quasi 40 milioni con una clausola monstre da 400.

Maniche rimboccate e testa bassa per l’ex Gremio, autore di una prova maiuscola in mezzo al campo. Sostanza, qualità e un’eredità pesantissima che non pensava di poter raccogliere. Magari, non così presto. “È stato… Xavi-esco” ha commentato qualcuno. Non un qualcuno qualsiasi ma un certo Rio Ferdinand, ex stella del Manchester United e della nazionale inglese, ora opinionista in tv per BT Sport. Sono finiti i tempi dei discorsi relativi all’ambienamento – “ha bisogno di tempo, giocare in Brasile è un’altra cosa”. In Europa il ritmo sarà anche diverso ma Arthur (a Wembley!) ha dimostrato di tenere quello dei nuovi compagni.

“Sembra cresciuto a La Masia”, ha detto qualcun altro. Gestione e uscita pulita palla al piede, epicentro del gioco blaugrana capace di contenere la pressione. Un ‘normalizzatore’ che più volte in questo inizio di stagione al Barça è mancato. Per questo era stato acquistato e l’investimento sta iniziando a dare i suoi frutti. Poi gli ottimi movimenti senza palla, gli intercetti e la visione di gioco che sono un calciatore intelligente ha. Senza dimenticare il senso della posizione.

Una notte magica per il giocatore che come interno destro ha convinto tutti, con inserimenti e spunti di qualità: tre palle recuperate e il 91% di passaggi riusciti. Gli è mancato solo il gol, ma questo non è un problema. Per ora. Intanto, Arthur ha già superato Arturo (Vidal, ieri furibondo) nelle preferenze di Valverde. Non male per un ragazzino di 22 anni, pronto a rubarsi la scena. Dopo aver atteso pazientemente il suo momento, il brasiliano si è guadagnato il suo spazio e non ha mancato l’appuntamento impressionando tutti, anche quelli che lo ammiravano già in Brasile. Il tutto in un palcoscenico da sogno.

Valentino Della Casa

Sportivo più da pc che da campo. Amo raccontare il calcio, dividendomi tra Torino e Milano. Ma amo anche la mia seconda casa: il mondo della scuola. Mi piacciono i casi unici, gli appostamenti, le notizie dell'ultimo secondo. Pubblicista dal 2011.

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