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Antenucci protagonista di una salvezza da… 11. Spal e tifosi ringraziano la notte del ripensamento del “lupo”

“Resto, voglio giocarmi qui le mie chances”. Quando in una notte dello scorso agosto Mirco Antenucci pronunciò queste parole alla dirigenza della Spal declinando così l’offerta dell’Empoli, in pochi si sarebbero aspettati un epilogo del genere. Ai tempi era il terzo attaccante nelle gerarchie di Semplici, dietro i neo acquisti Borriello e Paloschi. I primi turni di campionato vissuti dalla panchina, qualche minuto con Udinese, Inter e Cagliari. Poi, la prima da titolare a San Siro il 20 settembre contro il Milan. Si è preso il posto e non l’ha più lasciato per tutto il resto della stagione. Diventando imprescindibile. Perché Antenucci non solo si è giocato le proprie chances, ma ha trascinato la squadra di Semplici alla salvezza, ai 38 punti. 11 gol. Da protagonista assoluto. E da leader. Come quando in quest’ultimo turno di Serie A quando, prima dell’inizio del match contro la Samp, ha stretto la mano a tutti i compagni. Uno per uno. Trasmettendo loro la fiducia necessaria per affrontare una partita fondamentale, che lui stesso ha pensato bene di indirizzare sul binario giusto fin da subito. Segnando prima la decima – su rigore – e poi l’undicesima rete stagionale: 3-1 finale.

Gol e non solo. Atteggiamento da capitano vero. Da chi lotta su ogni pallone, quasi come fosse un ragazzino. Ma Antenucci è molto, molto di più. Pilastro anche fuori dal campo, Mirco. Nel creare l’amalgama giusta coi giovani invitandoli a turno a casa propria a cena durante la settimana. Uomo spogliatoio, dedito allo scherzo quando l’occasione lo concede. Legato alla città di Ferrara, che cerca di vivere ogni giorno in prima persona ed in ogni angolo. Non è difficile infatti scorgerlo pedalare in bicicletta mentre si dirige agli allenamenti. Ma soprattutto uomo di valori, “il lupo”. Cresciuto nel suo Molise, a Roccavivara, dove sognava di diventare calciatore giocando con gli amici per strada, plasmando così il proprio carattere. Papà a tempo pieno poi, fuori dal campo: pazzo d’amore per le sue Camilla e Sofia. Saranno orgogliose un domani le sue piccole di sapere che il loro papà è diventato in modo indelebile un simbolo di Ferrara. Grazie al lavoro, al sacrificio e alla sua umiltà è riuscito a trascinare la Spal prima in Serie A grazie ai 18 gol in B nello scorso campionato, ed ora alla salvezza segnando per ben 11 volte. Il Mazza e tutto il suo popolo ancora ringraziano quella notte in cui Mirco Antenucci ha deciso di rimanere per “giocarsi le proprie chances”. Col senno di poi, non avrebbe potuto far scelta migliore.

Alberto Trovamala

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