Lo stadio dell'Amburgo (IMAGO)
Dopo sette anni l’Amburgo torna nel massimo campionato tedesco
L’incubo è finito. Esattamente 7 anni dopo quel 12 maggio 2018 il tempo torna a scorrere per i tifosi dell’Amburgo, perché i Dinosauri sono di nuovo in Bundesliga. Questa volta nessuno psicodramma, nessun relegationsspiel di mezzo e nessun urlo strozzato in gola.
Battuto per 6 a 1 l’Ulm, il Volksparkstadion è finalmente in festa. Un’annata particolare, l’ennesima per i tedeschi che però stavolta si conclude con un lieto fine. Dopo un inizio di stagione anonimo, la squadra è completamente rinata sotto la guida di Polzin.
Il giovane allenatore tedesco ha saputo riportare tranquillità all’ambiente e convinzione nei propri mezzi. Trascinando l’Amburgo da metà classifica alla testa della Zweite. Un’ottima stagione che però, come spesso succede da quelle parti, è andata a complicarsi. Nell’ultimo mese infatti erano riapparsi i fantasmi delle ultime stagioni.
Un solo punto in tre partite, prima della vittoria di questa sera, avevano fatto riaffiorare brutti ricordi e pensieri nelle menti dei tifosi. Il destino però questa volta ha optato per un finale differente. Con quattro punti sulla terza in classifica, a una giornata dal termine, l’Amburgo è aritmeticamente promosso. Dopo 7 anni di purgatorio, i Dinosauri tornano nella massima serie tedesca, che riabbraccia uno storico club.
Anni di promozioni perse per un punto, per gol all’ultimo secondo e di spareggi persi. Anni che sembravano non finire, e lancette che non scandivano più il passare del tempo.
Nel mentre tante rivoluzioni, tecniche e societarie. Per cercare di risollevare una situazione che ormai sembrava essersi arenata. Lì, nelle proprie paure, incertezze e contraddizioni. Sono cambiate tante cose da quell’ultima annata in Bundesliga. Come la società, i giocatori e come l’orologio, che dal 2019 ormai non c’è più, definitivamente rimosso dall’ossatura dello stadio. Una mossa che guardava al futuro. Una mossa per andare avanti, augurandosi di non star più a contare il ticchettio del tempo che invece scorreva inesorabile. Quello che di certo non è cambiato è la passione dei tifosi. Che dopo anni di sofferenze e delusioni finalmente possono festeggiare e riprendere a scandire il battito del tempo che ad Amburgo era rimasto fermo da quel giorno di maggio del 2018. Bentornato fra i grandi, Amburgo.
A cura di Luca Jannone
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