Partire dall’Africa: tanti sogni e poche valigie. Dal Gambia lungo 6000km di speranze. Fino a Brema, Germania. Prima, qualche calcio a pallone tra scuola e strada. Adesso il presente dice Amburgo. 18 anni, classe 1998: Bakery Jatta è stato il primo caso di rifugiato in una squadra professionistica tedesca. Arrivato quasi per caso, ma capace di cogliere alla perfezione la sua chance: un anno di allenamenti con l’HSV – che è anche la prima squadra di calcio della sua vita – poi la firma, appena conseguita la maggiore età. “Sa giocare”.
Un lungo periodo di consultazioni, in cui anche l’allenatore dell’Amburgo, Bruno Labbadia, ha avuto modo di osservarlo attentamente. Per Jatta un continuo su e giù dalla “Akademie Lothar Kannenberg”, un istituto della Bassa Sassonia che si occupa di persone in difficoltà e – appunto – rifugiati. Prima del fatidico “sì”, con tanto di foto e annuncio. Nonostante i dubbi sull’età e lo status di rifugiato non fossero d’aiuto, Bakery Jatta ce l’ha fatta. Ed oggi, il coronamento del sogno: esordio in Bundesliga con la maglia dell’Amburgo, dopo aver stupito e segnato con la squadra B (11 gol in 16 partite).
Una bella storia.
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