Diciotto mesi fa giocava in terza serie brasiliana, ora segna al debutto in Champions League: la storia del nuovo gioiello dello Sporting
Salta gli avversari sulla fascia sinistra dello Sporting ed esulta surfando. Sembra la descrizione del primo Rafa Leão, stagione 2017-18. E invece no: il nuovo talento dei portoghesi si chiama Alisson Santos e tra poche ore sfiderà il Napoli in Champions League.
Cristallino, ma tardivo: Alisson Santos – brasiliano con passaporto tunisino – sta vivendo la sua prima grande occasione in Europa solamente a 23 anni. E gli sta riuscendo benissimo: all’esordio in Champions League contro il Kairat Almaty ha anche segnato il suo primo gol in biancoverde.
Ora il sogno è replicare contro il Napoli. Non sarà facile: il classe 2002 ha davanti a sé la concorrenza di giocatori come Pedro Goncalves, l’ex Barcellona Trincao e il prodigio diciottenne Geovany Quenda, che il Chelsea ha già comprato – e lasciato in prestito – per cinquanta milioni.
Ma Alisson sa farsi strada. Si è preso la scena dal nulla: nel 2024 giocava in terza divisione brasiliana con il Figueirense e ora segna in Champions League. “La fortuna arriva quando coincidono la preparazione e l’opportunità”, pensano molti. Ecco, Alisson ha saputo aspettare la giusta opportunità e intanto si è preparato per la ribalta ispirato da un maestro d’eccezione, il padre ‘Ady’, ex calciatore del Santos e della nazionale tunisina.
Lo Sporting ha lavorato a lungo per prenderlo. I contatti sono durati mesi e l’accordo è arrivato nel marzo scorso. Un colpo strategico: su di lui c’era mezzo Portogallo. Per convincere tutti è bastato un prestito in seconda serie portoghese, all’Uniao de Leira: 6 gol in 16 presenze e tanto surf tra le difese avversarie. Lo Sporting ora ci punta forte: lo ha preso dal Vitoria de Bahia a prezzo di saldo – poco più di 2 milioni – e lo ha subito blindato con una clausola da 80. Le prestazioni stanno ripagando la fiducia. Rui Borges, allenatore dello Sporting, ha una storia simile alla sua e sa come gestirlo: a fuoco lento. Sette anni fa allenava il Mirandela, nel dilettantismo, e oggi è su una panchina di Champions: chi meglio di lui per far crescere Alisson?
Intanto è arrivato il primo assist – contro la Moreirense – e pure il primo gol. I suoi dribbling scaldano i tifosi e i selezionatori della Tunisia sarebbero già pronti a convocarlo in nazionale grazie al doppio passaporto. Lui aspetta, nella speranza che una grande stagione possa risvegliare anche l’interesse del Brasile. Per arrivarci serviranno gol e surfate nei più grandi palcoscenici d’Europa: la prima tappa è il Maradona di Napoli.
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