Milan-Lazio, ovvero la partita delle grandi deluse. A inizio torneo entrambi i club si aspettavano ben altre posizioni nella stagione 2015-2016 e il posticipo domenicale rischia di diventare una condanna definitiva, almeno per una delle due. Demetrio Albertini, ex di entrambe le società, traccia un bilancio della stagione rossonera nel corso di un’intervista concessa a Tuttosport: “Il Milan quest’anno ha speso molto, quindi ha dimostrato, non solo con le parole, di voler puntare alla Champions League, obiettivo a questo punto improbabile. Quando si arriva a metà marzo in classifica hai quello che ti sei meritato. Potenzialmente questa squadra secondo me poteva fare qualcosa di più, essere più vicina alle prime. Mihajlovic? Partiamo dal presupposto che Berlusconi è il proprietario e deciderà lui: nessuno di noi sa cosa c’è nella sua testa. A volte ha spronato Mihajlovic, a volte no. Lo ha confermato o messo in bilico. La stagione di Sinisa, che reputo un ottimo allenatore, è stato un sali e scendi continuo. E’ un tecnico di valore, ha imposto con coraggio giovani come Donnarumma o Romagnoli, ma è anche vero che mi aspettavo qualcosa in più sotto il profilo del gioco, una squadra più propositiva, ed è indubbio che il Milan abbia sbagliato delle partite che non doveva sbagliare”.
Balotelli? Albertini non è più del tutto convinto degli stimoli di Mario: “C’è amarezza e dispiacere. Però mi chiedo: quanta voglia ha Mario di mettersi in discussione? E’ soddisfatto di se stesso o il problema sono sempre gli altri? Ci crede ancora? Purtroppo il Milan ha giocato alla roulette, ma non ha puntato sul rosso o il nero, il pari o il dispari, ma sul verde, sullo zero: una scommessa troppo rischiosa da giocare senza determinati presupposti”. Per l’ex centrocampista azzurro non è tutto da buttar via: “Quando scegli qualcuno e inizi un progetto, bisogna crederci e lavorarci intensamente. Il presidente Berlusconi quando è entrato nel calcio aveva portato una filosofia nuova, energie e chiarezza su cosa doveva essere il Milan, ovvero diventare la squadra più importante del mondo. Oggi questa chiarezza non c’è. A inizio stagione mi piaceva la programmazione che si era intravista con gli investimenti estivi dopo anni un po’ così. Secondo me, arrivati a marzo, dovrebbero esserci più certezze, più punti fermi da cui proseguire nella progettazione della prossima stagione. Il discorso va oltre l’allenatore, il discorso è: qual è il progetto? Non ci sono certezze né in campo, né fuori. Bisogna ragionare bene, capire che il mercato non è l’unico mezzo per costruire una squadra, ma una componente per arrivare all’obiettivo. Neanche il Real vince solo con i grandi acquisti”.
Albertini da un suo giudizio anche sulla stagione dei biancocelesti: “La Lazio sta disputando una stagione negativa e la cosa che mi sorprende, e che non capisco dall’esterno, sono i musi lunghi di tanti giocatori. Alcuni calciatori hanno reso meno dell’anno scorso, ci può stare, ma perché questa mancanza di entusiasmo?La stagione passata abbiamo visto una Lazio spettacolare e gli uomini, di fatto, sono gli stessi”.
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