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Ajax, dal sogno Champions all’incubo Getafe

Un anno fa sorprendeva tutti con un’incredibile cavalcata in Champions League, sfiorando la finale. Oggi, l’Ajax si ritrova invece eliminato dal Getafe ai sedicesimi di Europa League. Da assoluta rivelazione a grande delusione, nello spazio di nemmeno 10 mesi. La crisi degli olandesi passa per numeri, nomi e risultati.

Dalle stelle alle stalle

Basterebbe pensare al cammino europeo della stagione passata: secondo posto in un girone con Bayern, Benfica e AEK Atene, senza mai perdere; Real Madrid e Juventus eliminate agli ottavi e ai quarti, con un 4-1 al Bernabeu e un 2-1 all’Allianz Stadium; poi la semifinale con il Tottenham, dove Lucas Moura negava all’Ajax la finale con un gol al 96’ minuto. Sogno solo accarezzato, ma sembrava comunque l’inizio di una rinascita per il movimento del club olandese. Alla fine, così non è stato.

Se quest’anno l’Ajax si è qualificato terzo nel girone di Champions dopo Valencia e Chelsea, venendo poi eliminato ai sedicesimi di Europa League da un ottimo Getafe (2-0 per gli spagnoli all'andata, 2-1 ad Amsterdam per gli olandesi al ritorno), le ragioni possono essere tante. A cominciare dalle cessioni: de Jong, de Ligt e Schone su tutti. Giocatori che un anno fa formavano la spina dorsale della squadra. Mettiamoci anche Dolberg che, nonostante avesse perso il posto da titolare, 9 presenze nella scorsa Champions le aveva raccolte comunque.

Tra cessioni, acquisti e infortuni

Gli acquisti, quest’estate, ci sono anche stati: Promes, Edson Alvarez, Marin, Lisandro Martinez, Babel. Ma non hanno certo avuto l’impatto che qualcuno si aspettava. Ten Hag stesso, dopo l’eliminazione contro il Getafe è stato chiaro: “Abbiamo giocato male, da dietro non c’era abbastanza supporto e ci è mancata struttura”. Considerando anche le assenze di Neres, Ziyech, Tagliafico, Mazraoui e Veltman, però, non era certo facile.

Abbiamo sempre voluto avere successo in Europa, e ora dobbiamo essere forti” ha proseguito ten Hag. “Quando ci sono dei momenti negativi è difficile pensarci, e per questo non ne voglio parlare. Siamo fuori, è questa la realtà e dobbiamo affrontarla”. Testa all’Eredivisie, quindi, dove l’Ajax è ancora primo, anche se l’ultima sconfitta contro l’Heracles ha fatto avvicinare l’AZ Alkmaar a soli 3 punti.

Campionato o no, infortuni o meno, una cosa però è certa: vendere tanti pezzi pregiati, se non rimpiazzati adeguatamente, non porta quasi a mai a qualcosa di buono. Ora solo il tempo darà una risposta. Ma tutta Europa, da questo Ajax, si aspettava molto di più.

Redazione

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