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Adiós, Flaco! L’ultima partita di Valerón, tra lacrime e applausi

“Appendo gli scarpini al chiodo nel momento migliore, a casa mia”. In lacrime, a dare l’ultimo saluto a chi lo inseguito per tutti gli stadi di Spagna per vedere una sua giocata. Dopo ventidue anni di carriera, Juan Carlos Valerón dà l’addio al calcio giocato.

Questo pomeriggio è sceso in campo per l’ultima volta con la maglia del Las Palmas, la squadra della sua isola, che nel 1994 lo lanciò tra i professionisti. In 20 anni, ‘El Flaco’ si è guadagnato il rispetto di tutti gli stadi in cui ha giocato, distinguendosi per la diuturna classe e la genuinità della sua persona. Dalle Canarie alla Galizia, terra in cui ha lasciato il segno più grande del suo passaggio: con il Deportivo la Coruña è stato il faro di una delle squadre più belle d’Europa a cavallo del nuovo millennio, malgrado i numerosi infortuni con cui ha dovuto combattere. Due anni fa il ritorno nella sua isola, la promozione in Liga e gli ultimi tributi raccolti in giro per la Spagna: da Iniesta a Sergio Ramos, moltissimi hanno chinato il capo dinanzi il ‘Mago di Arguineguin’.

Ieri la conferenza stampa con l’annuncio del ritiro e la rete è stata subito invasa da messaggi di ringraziamento, con l’hashtag #EternoValeron: “Oggi ha annunciato che lascerà il calcio un grande giocatore”, scrive l’Atletico Madrid, seguito dal Deportivo: “Il calcio senza di te non sarà lo stesso. Grazie per essere stato protagonista di giocate irripetibili e aver reso grande la nostra storia”. Anche  Iker Casillas, compagno di nazionale, ha lasciato un suo pensiero: “Un modello immenso e un giocatore magico! Grazie per il calcio che ci hai regalato, Flaco!”. David Silva, nato nello stesso paesino di Valerón, non fa mancare i suoi auguri: “Oggi ha annunciato il suo ritiro uno dei miei idoli di infanzia e un grande punto di riferimento. Ci mancherai, Flaco!”.

Al ventunesimo minuto, i tifosi del Las Palmas hanno intonato il coro: “Valerón-Valerón-Valerón”, prima di salutare per l’ultima volta il più grande giocatore della sua storia, uscito prima del termine della partita per ricevere il calore della sua gente.

Un ‘caballero’ d’altri tempi, un giocatore che ha fatto della lentezza la sua virtù, umiliando i fanatici della corsa. Rapidità di pensiero, nulla di più. Oltre le Canarie, oltre La Coruña: Juan Carlos Valerón sarà ricordato dai tifosi di tutto il mondo come eterno padrone di casa. Perché non c’è campo di calcio che non ricorderà le gesta del Mago.

Andrea Zezza

Redazione

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