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Acerbi: “Immobile? Se non si ferma vince il Pallone d’Oro”

Conquistata la qualificazione a Euro 2020, l’Italia di Mancini affronterà nei prossimi giorni la Bosnia (15 novembre) e l'Armenia (18 novembre) nelle ultime due gare di qualificazione del girone. Dal ritiro azzurro di Coverciano ha così parlato in conferenza stampa il difensore della Lazio, Francesco Acerbi, a poco più di quarantotto ore dal primo impegno degli azzurri.

“Contro la Bosnia giocheremo in uno stadio piccolo con 15 mila spettatori. Non si sono qualificati, ma hanno ancora la possibilità della Nations League. Noi vogliamo dimostrare continuità e vincere. È un campo ostico, si rischia di fare una brutta figura e non vogliamo. Loro hanno grandi giocatori, come Pjanic a centrocampo. La partita sarà difficile, giocheranno per la vittoria, come noi. Dzeko? Sarà un derby. Poi deciderà il mister se giocherò. Lui è tra i migliori attaccanti in circolazione. È completo: destro, sinistro, colpo di testa, controllo, profondità. Lo ha dimostrato anche all’andata. Da solo, metteva in apprensione tutta la difesa”.

E sui nuovi giovani convocati dal ct ha dichiarato: “Bisogna far loro di complimenti. Castrovilli è sotto gli occhi di tutti, immaginavo che sarebbe arrivato il suo momento. Cistana l’ho conosciuto 2-3 anni fa: lo feci allenare con il mio preparatore Simone Loria a Forte dei Marmi. Dopo due anni l’ho ritrovato in A al Brescia. Ha grande voglia e umiltà. Ha avuto dei problemi girando in prestito e poi si è anche fatto male. Questa convocazione è più che meritata, sono felice per lui. Ora deve continuare a crescere così, per ora ha fatto ancora poche partite in A”.

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“Io non ho mai pensato al posto fisso, non ce l’ho. Cerco di dare sempre il meglio, prima di tutto per me stesso, per migliorarmi. Per fare sì che all’allenatore non venga l’idea di sostituirmi. In Nazionale ci sono ottimi giocatori, manca Chiellini, che è una colonna, io sto con i piedi per terra e mi gioco ogni opportunità come una finale. Gli errori ci possono stare. Difesa? Costruiamo a tre, lo faccio anche nella Lazio ogni tanto, mi piace il ruolo ed essere propositivo. Ho sempre giocato e mi piace stare nel vivo del gioco. Ma il mio compito principale è cercare di difendere bene”.

Il duro impegno viene poi ripagato con i gol, come quello da oltre trenta metri messo a segno contro il Torino: "Sirigu non mi saluta da tre giorni (ride, ndr). In quella partita avevo già pensato di tirare, ero molto libero nella zona di metà campo. Ho tirato ed è andata bene. Qualche anno fa calciavo di più, ora vedendo Luis Alberto, Milinkovic, è meglio passarla. Fanno loro la differenza. Poi dipende dagli avversari, ora anche le piccole pressano e ti fanno giocare poco. Si vede, il Lecce ci ha messo in difficoltà".

Non solo Nazionale, nel corso della conferenza si parla anche della stagione della Lazio: “In campionato stiamo facendo grandi cose. Peccato per l’Europa League, anche se non è detta l’ultima parola. Dovevamo e potevamo sicuramente fare di più, io per primo. Ci è rimasto l’amaro in bocca. Puntiamo alla Champions perché abbiamo tanti giocatori forti, il gruppo è amalgamato e speriamo a maggio di aver raggiunto l’obiettivo. Gli alti e bassi che avevamo erano preoccupanti. Queste quattro vittorie devono essere il punto di partenza per continuare a crescere. Ora la strada è quella giusta, abbiamo dimostrato continuità. È quella che porta i risultati. Meritiamo il terzo posto. Immobile? E' un amico oltre che un grande attaccante. Bisogna preservarlo. Spero faccia ancora un sacco di gol, lui è importante per la Lazio. Anche quando segnava un po’ meno… Se andasse avanti così sarebbe da Pallone d’Oro! Speriamo continui così, merita tante gioie”.

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Redazione

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