“Ma se non fossi dell’Atletico… di che squadra vorresti essere?” la domanda della Radio Cope. Secondo voi cosa può aver risposto Fernando Torres? “Non c’è altra squadra per me”. Rojiblanco nell’anima, l’Atletico se lo porta nel cuore da anni. “Mi dicevano ‘vai al Real’ poi arrivò Briñas e mi disse ‘tu vieni all’Atletico’ e così fu”. L’attaccante si racconta, tra mondo privato. “Mio figlio è tutto per me, è la mia vita. Vorrei che diventasse una brava persona, questo è il mio insegnamento per lui. Che squadra tifa? Atletico e Liverpool”. E mondo del calcio, a modo suo. “L’attaccante perfetto? Ora vi dico bene… . Deve avere il piede destro di Henry o Ronaldo. Il mancino di Messi. Il colpo di testa di Falcao. La velocità di Henry o Ronaldo. Il tiro di Raul”. E ancora, altro. “Il gol all’Europeo è il momento più magico della mia carriera. Io non lascerò mai la Nazionale, è la Nazionale che deve lasciar te”. Poi Torres si rivolge ai bambini della cantera dell’Atletico: “Studiate, è la cosa più importante. E giocate a calcio se vi appassiona”. E Fernando si considera un giocatore… finito? “Ma che scherziamo! Ce ne vuole prima che mi ritiri. Certo, se il club compra ragazzi giovani sono cosciente del ruolo che vuole darmi. Dal primo gennaio posso ascoltare offerte perché sono in scadenza. Ma sinceramente non mi interessa. Né riceverle, né ascoltarle”.
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