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A tutto Raiola, da Ibra a Balotelli passando per Pastore e il calcio italiano: “Pellegri-Monaco a 25 milioni? Kean ne vale 75 allora. Calciomercato più importante del calcio giocato”

Il calciomercato ma non solo. Tanti pensieri sul calcio italiano, su alcune trattative in corso, sul Fair Play Finanziario, sui suoi assistiti e non solo. A tutto Mino Raiola. Il procuratore, intercettato all’esterno degli uffici del Sassuolo a Milano, ha affrontato tanti temi, a partire dalla situazione legata alla presidenza della FIGC: “C’è ancora Tavecchio in giro, non siamo un paese serio. Ogni paese ha il re che si merita. Non abbiamo idee chiare sul nostro sport preferito, sono anni che dico che dobbiamo fare uno sciopero, una rivoluzione. Quando abbiamo vinto il Mondiale è stato mascherato tutto. C’è un progetto che si chiama ‘Grande Masterplan’ della Germania, ci sono le macchine fotocopiatrici…”.

Spazio poi al mercato: “Ibra in America? Ci va sempre, in estate. Noi viviamo giorno per giorno… Pastore all’Inter? Non l’ho seguito. Si fa se le parti coinvolte hanno la volontà di farlo. Il PSG ha da fare con questo maledetto FFP. Non è più un mercato vero, aperto. Se il PSG ha l’esigenza, non economica ma di bilancio, di farla, mi sa che si può fare. Venticinque milioni per Pellegri al Monaco? Kean ne vale 75 allora. E’ più avanti e più forte di Pellegri oggi. Ma il Monaco ha creduto fortemente in questo giocatore. Ha da crescere, è molto giovane. Ma se è così forte magari tra 3 anni glielo portano via. Il calciomercato sta diventando più importante del calcio giocato. Ma dirlo da solo non serve a niente… Ci divertiamo ad andare avanti col calciomercato a dire spostiamo uno di là, uno di qua. Donnarumma? Non c’è niente da parlare, nè di Gigio nè di Mirabelli nè del suo futuro. Io sono un uomo piccolo, lo ha detto Mirabelli. Non c’è niente da dire: lui se la fa solo con gli uomini grandi, magari un giorno che sarò diventato grande parlerà con me. Un giorno magari prenderò il diploma e potrò parlare con Mirabelli, ora non sono al suo livello. Possibile ritorno in Italia di Balotelli? C’è la possibilità. Il principale desiderio di Mario è giocare bene a calcio e che ci sia una squadra che crede in lui. Non ha mai escluso l’Italia, forse l’ho esclusa io. Babacar? Non posso parlare, gli incontri sono per la gente che era presente. Trattative avanti? Con le mie non si va indietro. Fino al 31 c’è tempo, proviamo facendo il nostro meglio”.


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Redazione

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