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Grazia per Kalulu: le differenze con il “precedente Lukaku” e cosa filtra in casa Juve

Juventus, Kalulu (imago)

La Juventus chiede la grazia per Kalulu: cosa filtra, e il paragone con il “precedente Lukaku” nel 2023

La Juventus non si ferma. Dopo il rigetto del ricorso presentato per la squalifica di Pierre Kalulu, il club bianconero ha deciso di non arrendersi, presentando richiesta di grazia per “acclarata ingiustizia” al presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

L’episodio incriminato, avvenuto nel Derby d’Italia contro l’Inter, ha fatto discutere sin dal primo momento. Nelle ore successive sono arrivate anche ammissioni pesanti: il responsabile della CAN Gianluca Rocchi, intervistato dall’ANSA, ha parlato apertamente di errore, concetto ribadito anche dal responsabile dei rapporti istituzionali della CAN Andrea De Marco durante la trasmissione Open VAR.

Parole che hanno rafforzato la convinzione della Juventus di trovarsi di fronte a un’ingiustizia oggettiva. Non è la prima volta che un club di Serie A, si rivolge alla FIGC per cercare di rimediare a un evidente errore riguardante una scelta arbitrale.

Un precedente non troppo lontano riguarda il caso di Romelu Lukaku, in un Inter-Juventus del 2023. Tre anni fa furono proprio i nerazzurri a fare richiesta.

Juventus, squalifica Kalulu: il precedente Lukaku e il paragone

Il riferimento più recente in materia di grazia presidenziale è infatti, quello che ha riguardato nel 2023 Romelu Lukaku, sempre in un Inter-Juventus, anche se il caso, sul piano tecnico-giuridico, è profondamente diverso. L’ex Chelsea si era infatti visto infliggere una doppia ammonizione per aver reagito a dei cori razzisti provenienti dal settore ospiti bianconero.

All’epoca la Corte Sportiva d’Appello aveva respinto il ricorso dell’Inter per la squalifica inflitta all’attaccante belga dopo la semifinale di Coppa Italia contro i bianconeri. Successivamente però, il presidente federale Gabriele Gravina intervenne concedendo la grazia “in via eccezionale e straordinaria”, motivandola con la necessità di dare un segnale forte nella lotta al razzismo, in presenza di cori discriminatori accertati.

Un altro aspetto tecnico è che non venne cancellata integralmente la squalifica. Attraverso una strettoia giuridica fu infatti scontata metà della pena, una condizione necessaria per la concessione della grazia ai sensi dell’articolo 43 del Codice di Giustizia Sportiva, intervenendo di fatto solo sulla seconda ammonizione. La prima rimase nel “cumulo” delle diffide.

Juventus, Comolli (imago)

La Juve attende la risposta della FIGC: cosa filtra

Dopo il rigetto del ricorso, la Juventus ha formalizzato la richiesta di grazia al presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio e ora resta in attesa di una risposta che dovrebbe arrivare nelle prossime ore.

In casa Juve si è consapevoli della complessità del passaggio: le possibilità che l’istanza venga accolta sono ridotte, anche alla luce dei principi di stabilità delle decisioni sportive dopo l’esaurimento dei gradi di giudizio.

La mossa tuttavia, risponde alla volontà del club di tutelare fino in fondo la propria posizione, soprattutto, dopo le ammissioni sull’errore tecnico, come detto anche da Spalletti in conferenza stampa. La palla adesso, passa alla FIGC.