Corre il 31 maggio 1970, siamo a Città del Messico e allo stadio Azteca si gioca il match di apertura dei Mondiali. Al cospetto della 'Tricolor' ecco l'Unione Sovietica, pronta a dare battaglia davanti a oltre centomila spettatori. I tre punti pesano eccome, i gol latitano al contrario di calcioni e scorrettezze, che l'arbitro tedesco Tschenscher fatica a contenere. Tra i più irrequieti c'è Kakhi Asatiani, centrocampista della Dinamo Tbilisi, pronto a fare un passo importante nella storia.
Prima commette fallo su un avversario, poco dopo spinge il messicano Héctor Pulido al minuto 32. A questo punto il direttore di gara si avvicina e, mettendo insolitamente la mano nel taschino, estrae un foglietto giallo e lo mostra ad Asatiani. Bocche aperte e occhi sorpresi in campo. Il motivo? Si tratta del primo cartellino giallo sventolato ad un giocatore nel calcio. Cinquant'anni fa dunque arrivava la prima ammonizione in campo, ma come mai così tardi?
Prima dell'arrivo dei cartellini, le ammonizioni e le espulsioni venivano comminate verbalmente. L'arbitro riferiva ai giocatori la propria decisione, prima redarguendoli e poi allontanandoli dal campo in caso di secondo richiamo. In campo internazionale però la situazione si complicava, visto che spesso direttore di gara e atleti non parlavano la stessa lingua. A spingere il calcio verso i cartellini c'è un episodio in particolare, avvenuto ai Mondiali del 1966 nel match tra Argentina e Inghilterra. Al 33° minuto del primo tempo, l'arbitro caccia via il capitano della Seleccion Rattin che, facendo finta di non capire, rimane in campo e chiede l'intervendo di un interprete. Solo dopo interminabili minuti la scenetta si interrompe, con il giocatore sudamericano costretto a uscire.
Secondo la leggenda, si narra che l'idea dei cartellini appartenga all'inglese Ken Aston, capo della commissione arbitrale della FIFA conosciuto per la sua discutibile direzione della famosa Italia-Cile ai Mondiali del 1962, soprannominata la 'Battaglia di Santiago'. Fermo ad un semaforo, Aston vede illuminarsi il giallo e poi il rosso e pensa: "E se facessimo così anche nel calcio?". Nel 1970 ecco dunque che i cartellini fanno il proprio debutto in campo, con il primo giallo che oggi compie ben 50 anni da quando fu mostrato a Kakhi Asatiani, morto purtroppo nel nel 2002 a Tbilisi assassinato da alcuni colpi di pistola mentre si trovava nella sua Mercedes. Per quanto riguarda il primo rosso però bisogna aspettare i Mondiali del 1974 in Germania, con il cileno Carlos Caszely a beccarselo dall’arbitro turco Doğan Babaçan per un violento fallo di reazione ai danni di Berti Vogts.
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