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Voleva diventare un fotografo invece ora... allena il Barcellona! Ecco Valverde, il prescelto di Guardiola

ph: @FCBarcelona

| | Storie | Autore: Alberto Trovamala

Fotografo e allenatore, che c’è di male? Piccolo particolare: l’allenatore in questione siederà a breve sulla panchina del Barcellona. Dove con tutta probabilità il tempo di scattare fotografie non sarà molto. O magari sì, per riscoprire Messi, Neymar, Suarez e compagnia sotto un un nuovo aspetto per così dire… artistico. 3,2,1, click! Difficile, ma non da escludere a priori. Soprattutto conoscendo Ernesto Valverde. Fantasioso, brillante, estroso, il nuovo allenatore del Barça. Allergico alla monotonia, agli schemi fissi. Il Txingurri - il suo soprannome che significa ‘formica’ in euskera – infatti non ha mai pensato che il calcio detenesse l’esclusività nella sua vita. Lui, in realtà, l’allenatore nemmeno lo voleva fare. Avrebbe preferito dedicarsi semplicemente alla fotografia a tempo pieno senza troppi stress. Un sogno iniziato con la frequentazione dell'Institut d'Estudis Fotogràfics de Catalunya nel 1986, quando vestiva la maglia dell’Espanyol, e maturato anno dopo anno. Bisognava aspettarselo da una famiglia di artisti come i Valverde. Il fratello Mikel infatti è un fumettista di professione: chissà che non stia già pensando a qualche vignetta da disegnare sulla nuova avventura di Ernesto. Ne avrà create per così in passato per quel fratello amante dei cambiamenti, delle nuove sfide e delle proprie passioni. Dei propri svaghi. Come la moto e la bicicletta, compagne di mille viaggi. Tra uno svago e l’altro però deve aver capito che la sua vera vocazione riguardava pur sempre quel “calcio che ti assorbe il cervello”. Ha voluto provare ad intraprendere la carriera da allenatore. Perché no, si sarà domandato: mal che fosse andata si sarebbe potuto sempre ripiegare sulla fotografia. Se però uno come Johann Cruyff con ben otto anni d’anticipo rispetto al primo incarico da allenatore vide in lui qualità da predestinato beh, il margine d’errore era ridotto davvero al minimo. “Sarà uno degli allenatori più promettenti in circolazione”. Bingo. Athletic B, Athletic, Espanyol, Olympiakos, Villarreal, Valencia e di nuovo Athletic: 3 campionati e 2 coppe di Grecia con l’Olympiakos in bacheca, senza dimenticare la Supercoppa di Spagna vinta nel 2015 col suo Athletic proprio contro il Barcellona. Ha riportato i baschi a sollevare un trofeo dopo 31 anni. Ma soprattutto si è fatto apprezzare come persona, per il metodo di lavoro e per la capacità di mantenere lo spogliatoio compatto. Coinvolgente, trasparente e divertente, dicono di lui. Direttissimo, poi: i problemi sa affrontarli solo di petto. Per intenderci, se dovesse lasciare in panchina Neymar o qualche altro fenomeno per il bene del collettivo, lo farebbe senza batter ciglio: prima la squadra, poi tutto il resto. Non è un segreto che uno dei suoi più grandi fan fosse Guardiola. "La Grecia ha perso un grande allenatore e in Spagna abbiamo ritrovato un grande fotografo”, dichiarò col sorriso l’allenatore del City quando le strade di Valverde e dell’Olympiakos si divisero nel 2012. Quando Pep lasciò i blaugrana analizzò tutti i suoi possibili eredi e fece due nomi: Vilanova e Valverde. Venne scelto il primo ma il Txingurri negli anni fu preso in considerazione dalla dirigenza catalana a più riprese: quando le condizioni di salute di Vilanova si aggravarono e, successivamente, con l’addio del Tata Martino. Tuttavia decise di rimanere all’Athletic e sbatté la porta in faccia anche al Real Madrid. Ora però i tempi erano maturi per un ritorno in Catalogna. L’aver vestito quella maglia blaugrana da giocatore poi – dal 1988 al 1990, segnando 22 gol – gli concede di diritto il physique du rôle per sedersi sulla panchina del Camp Nou. Il suo gioco portato sempre all’attacco e la capacità innata di lanciare i giovani è stata ritenuta l’ideale per iniziare un nuovo ciclo. Soprattutto considerata una Masia che negli ultimi tempi è sembrata meno rigogliosa di talenti. I suoi allenamenti sempre differenti e basati quasi esclusivamente sul lavoro con la palla e sulla tecnica poi, potrebbero rivelarsi la chiave per riportare entusiasmo ai giocatori del Barcellona. Per capire se i dirigenti catalani hanno fatto la scelta giusta però serviranno mesi. Nel frattempo, oggi alle 13:00 è stato presentato ufficialmente. Per quanto riguarda la prima partita invece bisognerà pazientare un po’ di più. Almeno fino al 22 luglio, quando nel New Jersey esordirà nell’International Champions Cup contro la Juve. Attenzione: se non lo doveste trovare in panchina, cercate tra i fotografi a bordo campo. Potrebbe avere le idee un po’ confuse ripensando a quando avrebbe preferito la carriera da fotografo rispetto a quella da allenatore. E invece… ora si ritrova ad allenare Messi e compagni. 3,2,1 click! Pronti al primo scatto di Valverde sulla panchina blaugrana?

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