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Data: 18/09/2017 -

"Moise? Nessuna gelosia, siamo come fratelli". Dalla Juventus alla Virtusvecomp, N'Cede Goh riparte dalla serie D

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"Nessuna gelosia, siamo come fratelli". Massimo N'Cede Goh e Moise Bioty Kean, cugini con il vizio del gol. I due gioiellini delle giovanili della Juventus hanno giocato insieme fino all'Under 17. Moise, classe 2000, sull'esterno, Massimo, classe 1999, punta centrale. Separati la scorsa stagione, l'astinenza è durata solo un anno, perché i cugini del gol si sono nuovamente riuniti. Moise ha trovato spazio in serie A, nell'Hellas, Massimo nella Virtusvecomp, sempre a Verona. E poco importa che sia in Serie D... La società è ambiziosa, il progetto importante e il giovane attaccante di origini ivoriane si è trovato subito a suo agio ed è arrivato anche il gol, domenica scorsa, contro il Calvi Noale di Marco Fortin.

"Una bella soddisfazione e anche una liberazione perché non segnavo da tanto" - dichiara N'Cede Goh ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com - "Ho avuto un brutto infortunio e con la rete me lo metto alle spalle. Qui mi hanno accolto benissimo, l'approccio è stato molto meglio di quanto potessi aspettarmi. Tutti i compagni più grandi mi danno tanti consigli e l'allenatore mi sta dando grande fiducia. Spero di trovare il campo con continuità, anche se non sarà facile, e di segnare il più possibile. Non mi sono dato una quota, penso sia controproducente".

Il calcio? Una questione di famiglia: "E' iniziato penso un po' come tutti, per caso, giocando con i miei amici ai giardini. Penso che sia una dote naturale, c'è a chi non piace, chi inizia da subito ad appassionarsi e chi ne fa un chiodo fisso: ecco, io appartengo alla terza categoria. E' la mia più grande passione, mi è stata trasmessa da mio padre e adesso è una droga per me, non posso farne a meno. Dalmio primo club, la polisportiva River Mosso, alle giovanili della Juventus, il pallone è diventato il migliore compagno. Al resto ci ha pensato la Juve, a cui devo tanto, il Milan, la mia squadra del cuore fin da piccolo, e il mio idolo Didier Drogba".

Un po' di gelosia per Moise? "Mai, anzi, ci scambiamo consigli, per quanto ne abbia bisogno! Ci incoraggiamo a vicenda. Adesso siamo di nuovo nella stessa città, a Verona, ed è un po' come quando eravamo a Torino, anche se lì stavamo sempre insieme in camera. Abbiamo un bellissimo rapporto e siamo quasi fratelli". Momento difficile? "Lasciare casa a 14 anni, stare lontano da parenti e amici, non vedere i miei genitori, anche dopo giornate storte. Studio? Abbiamo avuto un rapporto conflittuale (ride). Ho cercato di far coincidere le due cose nel migliore dei modi, ma in terza superiore ho preferito lasciare. Adesso mi dedico solo al calcio".

Anche Massimo, come Moise, ha indossato la maglia dell'Under 16 azzurra: "Spero di tornare presto nel giro, per me l'azzurro è il massimo. Io mi sento al 100% italiano e quindi darò tutto per tornare in Nazionale e onorare quella maglia: la vivo intensamente". In chiusura d'intervista N'cede Goh ha un ringraziamento speciale da fare: "Sì, colgo l'occasione per ringraziare la mia famiglia. Nei momenti difficili, con i tanti impegni, i miei genitori mi hanno sempre sostenuto e permesso di assecondare la mia passione. Anche mia sorella mi ha sempre consigliato, mi ha fatto da babysitter quando i miei erano impegnati: devo tutto a loro. Ora spero solo di guadagnarmi un posto in squadra e fare più gol possibile. Voglio conquistarmi la scalata fino alla serie A per meriti e sul campo, e magari un giorno potrò giocare nuovamente insieme a Moise".




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