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Mancini: "Non c'erano più le basi per restare all'Inter. Io alla Roma? Voglio allenare in Bundesliga"

| | News calcio | Autore: Redazione

Addio in estate all’Inter e anno sabbatico per Roberto Mancini che 18 anni fa con la Lazio, alzava al cielo di Birmingham l’ultima Coppa delle Coppe della storia. Per festeggiare la ricorrenza l’allenatore è intervenuto ai microfoni di Radio Incontro Olympia e tra i tanti temi toccati c’è inevitabilmente quello legato al suo futuro: “L’anno sabbatico finirà quando troverò una squadra. Le cose succedono da un momento all’altro, magari domani potrei trovare un accordo. Le cose possono accadere all’improvviso. Io alla Roma? Credo che sceglieranno un altro allenatore, ho avuto occasioni di andare alla Roma da calciatore. Non ho niente contro di loro, li ho sempre rispettati come loro hanno fatto con me, anche da calciatore. Non ho mai incontrato nessun dirigente della Roma. Non posso sbilanciarmi adesso, Capello disse che non sarebbe mai andato alla Juve. Spero di poter ancora allenare all’estero, per vivere un’avventura diversa, scoprire una nuova cultura. Mi piacerebbe andare in Bundesliga”.


Poi torna sul successo di Birmingham: “Non sapevate neanche la strada per andare a Birmingham (ride ndr)! E’ un ricordo bellissimo, quando si ricordano le vittorie sono ricordi molto belli. Era una squadra molto forte, avevamo una rosa molto forte”.

Con Lazio e Samp sono arrivate le soddisfazioni più grandi da calciatore: “Vincere con squadre che non sono abituate a farlo qualcosa speciale, nel cuore dei tifosi ci rimani per forza, è una cosa bella. Quando ero alla Samp ho avuto la possibilità di andare alla Juve, ma poi non se ne è fatto niente. Cragnotti fu veloce nel prendere le decisioni, così andai alla Lazio. Un futuro al Genoa? Ho battuti tanti record alla Samp, non scherziamo”.

Poi sulla Lazio attuale: “Mi piacciono Keita e Milinkovic. Anderson? Ha qualità importanti, può fare di più, due anni fa ha fatto un grande campionato. Mi piace anche Biglia. Ma quelli che mi piacciono di più sono Keita e Milinkovic. Inzaghi? E’ bravo, è all’inizio, ha un grande futuro davanti. Sono felice per lui, ha fatto un bel lavoro quest’anno. E’ un ragazzo che avevo spinto per avere alla Lazio, dopo che andò via Vieri. Sono le cose strane del calcio…".

Sull’addio all’Inter: “Non c’erano più le basi per andare avanti. Io parlavo, ma loro non mi capivano. Io ho una mia dignità, non potevo accettare quello che stavano facendo. Poi, nella vita non si sa mai, può accadere qualsiasi cosa… I proprietari attuali mi avevano fatto un’offerta di tre anni per rimanere, ma c’era caos, non si sapeva con chi parlare, era difficile poter far la squadra. E mi dispiace, perché la squadra aveva fatto un lavoro ottimo, e quest’anno sarebbe arrivata almeno tra le prime tre. Chi prenderà i giocatori dell’Inter farà grandi affari". Infine sulla Serie A: “E’ finito questo campionato, ha vinto al Juve. Il calo dei bianconeri è normale. La Roma se ci avesse creduto e se non avesse perso troppi punti, avrebbe potuto lottare per il primo posto, anche più del Napoli. La Juve è una società che programma, la chiave è questa. Fa le cose per bene, le altre dovrebbero imitarla, solo allora potrebbero tornare a competere. Il Napoli? Gioca bene, però nonostante i gol sono arrivati prima secondi, e quest’anno terzi. Punto debole della Juve? Ne ha, non è imbattibile. La finale di Champions? E’ una finale, sono due grandi squadre. La Juve difende bene, il Real è una macchina da gol con una difesa che qualcosa concede. E’ una partita aperta".

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