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La storia di Vincenzo Grifo, italiano di Germania che sogna la Nazionale Azzurra

| News calcio | Autore: Diego Errichetti

Per innamorarsi dell'Italia, alla fine, basta poco. Basta una vacanza, ogni anno. Una visita di cortesia ai nonni, in Sicilia o in Puglia. Non importa se si è nati a Pforzheim, in Germania. E lì si è cresciuti, tra scuola è pallone. "Io mi sento italiano. Lì ho gli amici, i parenti. Anche se è vero che tedeschi e italiani non si possono vedere quando si parla di calcio...". Vincenzo Grifo ha 21 anni. Di professione, fa l'attaccante. Con sudore e gol si è conquistato il calcio tedesco. La sua casa, è ormai da quasi tre anni Hoffenheim. Dove, però, ha giocato solo dodici partite, all'età di 17 anni. L'agguerrita concorrenza lo ha portato a girare molte delle realtà tedesche. Oggi, Grifo è in prestito all'FSV di Francoforte. Prima di questa stagione, Dynamo Dresda e Karlsruher. Lui, però, non vuole mollare. In testa, obiettivi concreti. Uno, su tutti: la nazionale italiana. "Quello sarebbe il più grande sogno - ha raccontato Grifo a GianlucaDiMarzio.com - spero che prima o poi io riesca a realizzarlo". Un'avventura, la sua carriera, cominciata nella squadra della sua città natale, Pforzheim. "Ci ho giocato per nove anni. Però, non sono livelli molto alti. L'occasione è arrivata quando avevo 17 anni: il Karlsruher mi ha portato nelle giovanili e ho avuto la possibilità anche di giocare in Bundesliga. Sono stato lì un anno, prima di passare all'Hoffenheim, squadra che ancora adesso detiene il mio cartellino". Grifo gioca 5 partite nella squadra 'B' dell'Hoffenheim, segnando ben nove gol. "Ho fatto qualche partita in Primavera, prima che l'allenatore della prima squadra mi portasse su, tra i grandi. Era Markus Babbel: devo ringraziarlo molto. Lui mi ha dato fiducia, mi ha fatto giocare spesso titolare. Anche in partite importanti, come contro Leverkusen e Schalke. Sono stato bene, poi però è stato esonerato".

Senza un punto di riferimento in panchina, Grifo accusa qualche difficoltà. Come se non bastasse, si ferma per quattro mesi a causo di un infortunio. Una battuta d'arresto, che lo condanna a partire in prestito. "L'Hoffenheim - continua Vincenzo - mi ha chiesto se avessi voluto cambiare squadra, per giocare di più. Sono andato a Dresda, anche se l'annata è andata molto male. Siamo retrocessi ed è stato un periodo difficile. Tornato a casa, a fine stagione, sono passato all'FSV di Francoforte, dove gioco ora. Qui, mi trovo molto bene. Anche se abbiamo avuto un pò di sfortuna, avendo subito incontrato le squadre forti del campionato. Il mio obiettivo, comunque, è quello di tornare all'Hoffenheim, anche se lì c'è una grande concorrenza, con tanti giocatori veramente forti. Spero di fare una bella stagione qui, magari segnando molti gol". Per poi, magari, tornare a giocare in Bundesliga. Che è "un campionato più facile, secondo me, rispetto a quello di Serie B. Anche se incontri giocatori fortissimi come Robben o Ribery, c'è più spazio per giocare. Nella Zweite Bundesliga è una lotta continua. Si combatte in campo, si guarda meno alla tecnica. Resta comunque un campionato molto buono. "

Un sogno, grande, che Grifo tiene caro nel cassetto, è quello della nazionale. Lui, che l'Azzurro l'ha già vestito: "Ho giocato 5 partite con l'Under 20 italiana. Poi, mi ha anche convocato Di Biagio, con i più grandi dell'U21. Non ho pututo esordine nelle qualificazioni agli Europei, perchè potevano giocare solo 18 persone. Ma la Nazionale resta per me un sogno grandissimo, anche se sono nato in Germania. Devo ringraziare Evani che mi ha dato la fiducia e mi ha permesso di entrare nell'U20".

IMG_6514.JPG Vincenzo Grifo

IMG_6513.JPG Vincenzo Grifo

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