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Data: 23/03/2017 -

Insigne e la Nazionale: una storia ancora da scrivere, aspettando il rinnovo con il Napoli...

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Era il 15 ottobre 2013. Sono passati più di mille giorni da quell’Italia-Armenia valido per le Qualificazioni Mondiali 2014. In panchina Cesare Prandelli, in attacco Daniel Osvaldo, in regia Andrea Pirlo. Sembra una vita fa, e in fondo lo è. Soprattutto per Lorenzo Insigne, che non gioca titolare in una gara ufficiale con la maglia azzurra proprio da quella partita. In mezzo solo un’amichevole, Italia-Germania dell’anno scorso, con Antonio Conte in panchina. Per il resto tanti spezzoni di gara, per un totale di tredici presenze, tre da titolare. Le altre due gare in cui è partito dal primo minuto le ha giocate con Prandelli. Oltre alla partita contro l’Armenia anche un Italia-Bulgaria nel Settembre 2013, nel quale però l’attaccante partenopeo venne sostituito nel secondo tempo dopo aver subito un lieve infortunio.

Con la Nazionale, Insigne ha segnato due gol. Uno nell’amichevole di Roma contro l’Argentina, alla sua seconda presenza. L’altro l’ha fatto contro la Spagna, nell’amichevole del 24 marzo 2016. Proprio domani sarà un anno da quell’ultimo gol, e Lorenzo avrà una nuova chance. Pronto a sfruttarla.

Sono tre gli allenatori che Insigne ha avuto con l’Italia. Quello dell’esordio è Cesare Prandelli, che lo fece debuttare a Modena contro Malta, nella vittoria per 2-0 dell’11 settembre 2012. L’allenatore bresciano capì il potenziale di Lorenzo in azzurro, tanto da portarlo nei discussi ventitre che andarono in Brasile a giocarsi il Mondiale 2014. Delle tre partite, il giocatore del Napoli giocò solamente trentatre minuti contro la Costa Rica, insufficienti per evitare la sconfitta dell’Italia.

Dopo la delusione mondiale, la Nazionale viene affidata ad Antonio Conte, che punta su un blocco fisso di giocatori per le qualificazioni agli Europei 2016, nelle quali Insigne non giocherà neanche un minuto. Agli Europei di Francia, l’allenatore ora al Chelsea, si affida al talento napoletano per il finale di gara contro Irlanda, Spagna e Germania. Trentasei minuti in tre partite, nei quali però si mette in mostra grazie al suo talento e alle sue giocate.

Ora c’è Ventura, che punta molto su Insigne, tanto da affidargli la fascia sinistra nel 4-2-4 super offensivo di domani contro l’Albania. Per Lorenzo sarà una gara speciale, anche perché giocherà insieme a Verratti e Immobile, che con lui hanno trascinato il Pescara di Zeman in Serie A nel 2012. Un ritorno al passato, di quelli che non si dimenticano. Non li lega solo lo sport, ma anche un’amicizia che sono riusciti a portare avanti nonostante la vita gli abbia consegnato tre strade diverse.

Insigne ha scelto la strada di casa, tornando nella sua Napoli. E ora è in attesa di rinnovare il contratto. Le parti ne stanno ancora discutendo. Il giocatore richiede il 100% dei diritti d’immagine, oltre ai circa 3 milioni all’anno fino al 2022 che la società partenopea offre. Visto però che l’argomento diritti d’immagine è molto caro ad Aurelio De Laurentiis, il giocatore potrebbe chiedere una cifra intorno ai 4/4.5 milioni, meno dei 6 da cui gli agenti avevano incominciato a trattare. Argomento ancora non affrontato quello della clausola rescissoria. 100 milioni l’idea del Napoli, anche se ancora da capire se sia valida anche per l’Italia o solo per l’estero. In attesa del rinnovo di contratto, Insigne vuole fare grandi cose anche con la propria nazionale, a partire da domani. Perché non si può più attendere, perché la Nazionale ha bisogno di lui per i prossimi anni. Come, del resto, anche il Napoli. Rinnovo permettendo.

Tags: Nazionali



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