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Data: 01/11/2016 -

"Ieri sera stavamo guardando Albinoleffe-Sudtirol insieme...". Oggi Stefano Vecchi è l'allenatore dell'Inter... ad interim: ecco chi è

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Il futuro europeo dell’Inter è nelle mani di Stefano Vecchi. Un “Vec… chi?” classico sarà scappato. Stefano Vecchi, allenatore della Primavera dal 2014, con un passato da giocatore nerazzurro. Altri tempi, giovanili. Contro il Southampton in Europa League ci sarà lui in panchina, contro il Crotone in campionato, pure. “Davvero? Gliel’ho anche chiesto ieri sera ma… non me l’ha mica detto! Eravamo rimasti che mi avrebbe aggiornato ma probabilmente questa mattina ha avuto il suo bel da fare”. Giusto qualcosina, come recita il comunicato dell’Inter. Il ds del Sudtirol Luca Piazzi resta a bocca aperta, sorpreso. Non se l’aspettava. Soprattutto perché i due erano insieme a vedere Albinoleffe-Sudtirol, giusto qualche ora fa. “Sì, lui abita a Bergamo, è venuto a seguire la sua ex squadra. In amicizia. Tra l’altro abbiamo anche perso…”. Ma il discorso torna sull’amico Vecchi. “Amico, è vero. Ma prima di tutto è stato un collega, persona eccezionale con cui ho avuto il piacere di lavorare nella stagione 2012/2013. Nonostante arrivasse da una retrocessione con la SPAL, ho pensato fosse il profilo giusto per noi”. E infatti. “Abbiamo raggiunto subito i playoff, giocando un ottimo calcio. Siamo usciti contro il Carpi, poi promosso. Ma dimostrando di essere alla pari”. Attenzione però, Stefano Vecchi aveva anche già vinto, come dice il suo curriculum. “Un campionato in D e uno di C2”. Tanta gavetta, quindi. Una personalità che si è formata col tempo e grazie all’esperienza. “Siamo rimasti molto legati. Lui è un aziendalista, riesce a capire e inserirsi alla perfezione nel contesto che lo circonda. E’ molto intelligente. E sono davvero contento che gli abbiano dato questa opportunità, spero possa incidere fin da subito con qualche bel risultato. Anzi, sono convinto che ci riuscirà perché uno con il suo carattere, forte, può farlo. Ha le idee chiare, sa cosa vuole e cosa chiedere ai suoi ragazzi: aggressività, intensità. E' un calcio chiaro". Modulo? “Penso che all’Inter utilizzi il 4/3/3 anche se lui non è legato a un sistema di gioco fisso. In D ha utilizzato il 442, in Primavera anche il centrocampo a 5”. Predisposizione particolare: crescere i giovani. “Al Sudtirol ne aveva parecchi, l’età media di quella rosa era sui 23 anni. Ricordo Thiam, Cappelletti, Branca, Marcone”.

Ore 12.10. Allenamento iniziato. Con il Southampton all'orizzonte. Dirige: Stefano Vecchi. Anni: 45. Tra le mani un’opportunità unica. “Ripeto, può fare bene. Poi conosce anche l’ambiente, i giocatori. Non parte da zero” insiste in esclusiva Piazzi, ds del Sudtirol. Uno che Stefano Vecchi lo conosce davvero bene. “Oggi gli farò l’imbocca al lupo”. Cose tra amici, colleghi che hanno vissuto lo stesso mondo a braccetto. Dalla gavetta all'Inter, il sogno di Stefano Vecchi è una bellissima (momentanea) realtà.



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