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Focus Feralpisalò - Olli: "Io qui dalla seconda categoria! Mai un playout o una retrocessione. Serie B? Io ci credo..."

21/04 13:00 | Interviste | Autore: Lorenzo Buconi

Novus di Nuvolento (Brescia), novus di Feralpisalò. Anno 2009, un nuovo (appunto) inizio. La fusione tra Ac Feralpi Lonato e Ac Salò Valsabbia. Minimo comune denominatore: il leone. Vessillo, virtute anzi, di una terra, un popolo. I Leoni del Garda partono dalla Serie D con due obiettivi ben precisi: “Ottenere la promozione in C2 entro tre anni e soprattutto acquisire credibilità nel panorama del calcio professionistico”. Riescono in entrambi, ben prima del previsto. Perché qui c’è voglia di lottare, c’è voglia di calcio. Si respira calcio in ogni dove, dal magazziniere al direttore sportivo trasudano tutti la medesima passione. E quando ami davvero tanto una cosa, alla fine la raggiungi.

Nuvolento – Si allena qui la Feralpisalò. In un panorama di quelli unici, tra la tranquillità delle dolci colline e un po’ più in là, il meraviglioso Lago di Garda. Salò quale punto d’incontro. Basta fare cinque (cinque!) passi sul lungolago per immergersi in questa quiete incredibile. Non sorridere qui è impossibile. Hai tutto quello di cui hai bisogno per essere felici: panismo, serenità. Ne sa qualcosa l’esteta per antonomasia, il D’Annunzio, che ivi aveva ubicato buona parte della sua irrequietudine.

Tra i primi ad arrivare al campo d’allenamento c’è il direttore sportivo, Eugenio Olli. Salodiano di nascita… e per amore! “Una delle più grandi fortune della mia vita è quella di esser nato qui. Questa è una terra fantastica”. Sorride lui, sorridono tutti: giocatori, magazzinieri, team manager. Ognuno adempie minuziosamente e con soddisfazione i propri compiti. Il sorriso di chi ama ciò che fa. “Io sono ottimista di natura, il calcio- racconta Olli ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com - mi ha fatto avere una visione ancor più positiva della vita perché sono riuscito a trasformare in lavoro quella che prima per me era solo una grande passione. Ho fatto dalla seconda categoria alla Serie D con il Salò. Non ho mai giocato un playout, non sono mai retrocesso, vivo qui. Come potrei pensare di non essere felice?”.

Schietto, sincero. Una di quelle persone che ti infondono tranquillità e simpatia… “Anche ai ragazzi, soprattutto ai più giovani, dico sempre di non accontentarsi mai, di non guardare mai indietro. Guardate a ciò che deve arrivare, non a quello che avete fatto”. Verità tautologica questa, in un mondo nel quale già domani l’oggi non conta più nulla o quasi. In un mondo avvezzo all’hic et nunc e non alla nostalgia. Guardiamo, dunque, al futuro. Una lettera, la seconda dell’alfabeto? “Ci credo sì, come c’ho sempre creduto nella mia carriera. Ora siamo un attimino al di sotto di quelli che erano gli standard che c’eravamo prefissati ad inizio anno, ma mancano ancora tre giornate e tutto può succedere. I playoff, poi, sono un campionato a parte”. Attualmente la Feralpisalò è all'ottavo posto nel girone B di Lega Pro a quota 49 punti.

Quando parti, anzi riparti, da zero devi far due cose: porti obiettivi (sempre) e non guardare mai indietro. E’ più facile compiacersi di quanto fatto che andare a cercare il nuovo. Ma ciò sarebbe addirittura incompatibile con l’etimologia del luogo nel quale vi allenate… “Esatto (ride). Dalla seconda categoria alla Lega Pro, il calcio giocato è sempre la stessa cosa, cambiano solo gli attori. Ma alla fine conta sempre la stessa cosa eh…Fare un gol più degli altri! Io vivo di sport, ancora oggi vado a vedere partite della seconda categoria o dei pulcini. Parlo di calcio ventiquattrore al giorno, probabilmente anche mentre dormo, chiederò a mia moglie”.

Ambizione e valori, “perché lo sport, il calcio di per sé è già un momento positivo, di aggregazione e socialità”. Fortemente impegnato nella valorizzazione anche calcistica del territorio, insieme all’altrettanto ambizioso presidente Giuseppe Pasini, Olli non ha dubbi sugli obiettivi futuri: “Prima di tutto continuare ad investire sul settore giovanile, che già oggi credo sia uno dei migliori della regione. E poi mantenere quella credibilità nel mondo del calcio che passo dopo passo siamo riusciti ad ottenere. E questa non è cosa da poco per un piccolo centro come Salò”.

Infine, qualche aneddoto. Le passeggiate in città, nella sua città, le chiacchiere al bar con gli amici di sempre e quella buona dose di ottimismo che non deve mai mancare… “Ricordo quando eravamo in Eccellenza, dissi ai miei amici… ‘Se riusciamo ad andare in Serie D, poi smetto’. E invece sono ancora qua, a mille all’ora ogni giorno come se fosse il primo. Che poi, a livello di Feralpisalò, è stato già di per sé bellissimo…”. Nuovo salto indietro nel tempo, ah i ricordi… Il tempo di andare in ritiro e tornare che eravamo già in Serie C2 perché avevamo acquisito il diritto di essere ripescati avendo vinto i playoff con il Salò. Nella vita ci vuole anche un po’ di fortuna…”.

Il direttore Olli ci saluta, torna a vedere l’allenamento. Con quel bel sole che risplende sulle colline di Nuvolento e irradia una luce un po’ giallo e un po’ azzurra sul lago. Illumina la via, traccia il sentiero verso quell’obiettivo. Che, prima o poi, arriverà. Perché quando credi e investi su una cosa, quando ci dedichi tutto te stesso alla fine, in qualche modo, arriva...

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