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Da un Lucas a un altro, la Lazio abbraccia Leiva. Un meticoloso brasiliano con l’Italia nel destino

| Storie | Autore: Benedetta Orefice

Da un Lucas… a un altro. Non c’è nemmeno il tempo di salutare Biglia, che la Lazio accoglie Leiva. Trattativa fulminea: l’argentino lascia Auronzo per sposare il Milan, il brasiliano chiude le valigie per raggiungere la Capitale. Dopo anni sui giornali italiani, eccolo finalmente in Serie A. Sì, perché il classe ’87 l’Italia l’ha sempre avuta nel destino. E non solo perché la mamma, Tania Pezzini, è nata qui. Con l’Inter che è andata vicino alla fumata bianca per diverse volte: la prima, quando l’ormai ex Liverpool vestiva ancora la maglia del Gremio. Poi con Benitez, fino allo scorso gennaio. “Sì, arriva”. Anzi, no. E il Milan? Tanti corteggiamenti, nessuna stretta di mano. Quella con la Lazio, invece, eccola arrivare. Inzaghi è pronto ad accoglierlo, la colonia verdeoro di Formello anche.

Dimenticate il classico sudamericano tutto estro e fantasia: Leiva fa della grinta e della tenacia i propri punti di forza. Più quantità, che qualità. Se c’è da rincorrere un avversario per sradicargli il pallone dai piedi, Lucas non se lo fa ripetere due volte. Cuore e polmoni, abbinati comunque a un piede destro niente male. Un lottatore, certo. Ma anche un rifinitore. Meglio ancora se accanto a un altro regista. Nei 10 anni con la casacca del Liverpool, con Xabi Alonso e soprattutto con Gerrard ha formato una delle coppie più forti della Premier League. Giocate semplici ma efficaci: questo il mantra del centrocampista che, a casa, è un padre e un marito premuroso.

Sangue italiano. Sui social, non mancano mai fotografie insieme alla moglie, Ariana Lima, e ai piccoli Lucas Pedro e Valentina. Senza mai eccedere nel divertimento. Perché il brasiliano è soprattutto un ‘maniaco’ dei dettagli. Mai un allenamento saltato, mai un ritardo. Un professionista esemplare, di quelli che arrivano per primi al campo di allenamento e se ne vanno solo dopo aver svolto alla perfezione ogni compito. Il giorno del 20esimo compleanno, rifiutò la torta che il padre gli aveva fatto preparare per festeggiare. Non spense nemmeno le candeline: nella stessa giornata aveva una partita con il Brasile Under 20.

Ora, è pronto a volare a Roma. Toccherà a lui non far rimpiangere capitan Biglia. Compito arduo? Nemmeno troppo. I 10 anni con il Liverpool – conditi da trofei e momenti entusiasmanti - gli hanno forgiato il carattere e la leadership non gli è mai mancata. Dove non arrivava con le qualità, il centrocampista è sempre riuscito con il duro lavoro. Da piccolo, fu scartato dal San Paolo dopo un provino non proprio perfetto. Qualche mese dopo, già vestiva la maglia del Gremio. I tifosi della Lazio scalpitano, lui anche. Dopo anni di trattative e voci, finalmente l’Italia. Quella che poi ha sempre avuto nel destino…

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