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Da profugo a capocannoniere d'Europa, dal Kazakistan all'Entella: ecco Llullaku

| Storie | Autore: Salvatore Malfitano

Ricomincia dall’Italia, dove ha potuto iniziare a vivere. La storia di Azdren Llullaku parla di guerra, fuga e calcio, nell’ordine in cui si è confrontato con ognuna di queste cose. La sua infanzia è tra le più difficili, segnata dalla perdita del padre all’età di 6 anni e dal conflitto in Kosovo, scoppiato due anni dopo. La sua famiglia, come tante altre, è costretta a scappare: l’Italia è la terra promessa per tante persone, che la identificano come l’opportunità di condurre una vita normale. Così, insieme alla madre e il fratello parte insieme ad altri profughi da Valona verso Bari. 230 chilometri di viaggio, tra le insidie di un mare ancora più inquietante se attraversato con un’imbarcazione d’emergenza. “Ogni giorno ripenso a quel viaggio in gommone, era il 1999. In quegli anni organizzava tutto la mafia albanese, ero insieme alla mia famiglia. Si partiva a migliaia. Resterà sempre dentro di me il fatto che fossi salpato la sera prima... Beh, non ce l'avrei fatta: sono morti tutti” raccontò a gianlucadimarzio.com il nuovo attaccante dell’Entella.

Nato ad Istok, in Kosovo, ma grato eternamente all’Italia, Llullaku è potuto crescere sviluppando la passione per il calcio. Nella sua città natale ci giocava soltanto a scuola, mentre a Treviso – dove si era trasferito dopo l’approdo in Puglia – ha cominciato un percorso professionale. Dal Vallata, dove ha dato i primi calci, è salito presto in terza categoria nonostante non avesse “la minima idea di come funzionassero certe cose, basti pensare che venni notato giocando a calcetto con degli amici”. Ad ogni modo, le difficoltà non sono mai finite nella vita di Azdren che vide interrompersi in un primo momento l’ascesa a causa di un regolamento che non lo considerava cittadino comunitario. Quando ormai la rassegnazione stava per prendere il sopravvento, arrivò l’offerta di fare un provino in Romania, dove fu notato dal Gaz Metan Medias.

Le soddisfazioni non si sono fatte attendere, stavolta. Nel campionato rumeno, Llullaku diventa una macchina da gol: segna una rete a partita, vince la classifica cannonieri ben prima della fine del campionato, diventando per alcuni giorni l’attaccante più prolifico d’Europa. In pratica il suo miglior momento, che lo veicola ad una nuova e impegnativa esperienza: l’Astana. Le cose non vanno allo stesso modo e i rapporti si interrompono nello scorso mercato invernale. Svincolato, la Virtus Entella – in piena lotta salvezza – decide di affidarsi a lui per risollevare le sorti di una classifica ancora avversa. “Il mio desiderio è quello di tornare a giocare in Italia un giorno, ci ho sempre pensato. Lì ho la mia famiglia e se continuo a segnare, cosa che mi auguro di fare, spero di sistemarmi in una buona squadra. Sarebbe bellissimo” aveva detto nel 2016. E si sa che, per chi sa aspettare, a volte i sogni si avverano.

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