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Cutrone, Murgia, Orsolini. Tre italiani e i loro “fratelli”: i 10 talenti da seguire in Europa League

| Storie | Autore: Edoardo Marcarini

C’è una coppa dalle grandi orecchie che viene sognata da tanti e una che viene troppo spesso snobbata (in Italia) ma ha il suo perché. Il fascino dell’Europa è innegabile, che sia Champions o Europa League. Competizioni in cui ogni calciatore vuole scendere in campo, terreno di caccia di scout e osservatori alla ricerca di giovani talenti da strappare alla concorrenza. E allora anche noi ci siamo voluti mettere i panni dei talent scout: dieci nomi, dieci giovani nati rigorosamente dal 1996 in poi. Tre italiani, sette stranieri. Scopriamoli.

PATRICK CUTRONE (MILAN, 1998)



Partiamo da lui. Perché l’estate del Milan 2017-2018 è stata divisa tra mercato e Cutrone. I milioni spesi alla ricerca del salto di qualità e l’esplosione di un talentone, “canterano” e milanese. Patrick in mezzo ai vari Bonucci, Biglia, Kalinic. Quattro gol ufficiali tra Serie A e playoff di Europa League, ed ora proprio la chance europea per continuare a sognare. E segnare, per il suo Milan, con i colori di una vita addosso. Sfumature di rosso e nero nella vita di Cutrone, con l’obiettivo Europa League ben fisso in mente.

ALESSANDRO MURGIA (LAZIO, 1996)



Il gol in Supercoppa Italiana per entrare definitivamente tra i grandi. Il cognatino di Bertolacci che batte la Juventus e vuole continuare il suo magic moment in Europa League, tra inserimenti, gol e quel sogno della numero 10 che è il mantra di una vita. “Figlioccio” di Inzaghi, che se lo gode e lo coccola dopo l’esplosione mediatica dovuta al 3-2 alla Juventus. Ora l’Europa League, visto che in Serie A non è ancora sceso in campo. Tempo al tempo, e a lui ne basta poco: dieci minuti contro la Juventus ed era già nella storia.

RICCARDO ORSOLINI (ATALANTA, 1997)



Quel sinistro piaceva a tanti. L’ha comprato la Juventus, l’ha preso in prestito l’Atalanta. Due anni a Bergamo per crescere con vista Torino, tra nerazzurro e…azzurro e basta, quello dell’Under 21 come i due colleghi già citati. Da Ascoli a Bergamo, passaggio obbligato in attesa della Juventus. E Reggio Emilia come città per le partite europee dove esplodere: la casa dell’Atalanta sarà il Mapei Stadium, con un Orsolini in più, carico a molla e pronto a dimostrare il suo valore in Europa League. In attesa dell’esordio in Serie A…

ALLAN SAINT-MAXIMIN (NIZZA, 1997)



Dopo Sneijder, lui. Il mercato del Nizza non è stato solo l’addio di Dalbert e l’acquisto dell’ex Inter, è arrivato anche questa ala tutta corsa ed estro. Parte da sinistra per poter rientrare sul suo piede forte, il destro, pagato 10 milioni di euro dal Monaco. Tre gol l’anno scorso in prestito al Bastia, ora la grande occasione (anche europea) col Nizza. Mancata la Champions contro il Napoli, in cui Saint-Maximin è partito sempre titolare nel doppio confronto, ora l’Europa League. Non solo Balo-Sneijder, anche il talento dell’Under 20 francese va tenuto d’occhio.

MAXIME LOPEZ (MARSIGLIA, 1997)




Non cambia l’età, non cambia il campionato. Mirino sempre puntato sulla Ligue 1, perché il talento, in Francia, è di casa. Tocca a Maxime Lopez. Da Nizza a Marsiglia, dall’ala al centro del campo. Regista puro, baricentro basso e statura non certo elevata (167 cm), ma che qualità. Dribbling nello stretto, visione verticale di gioco e un talento fuori dalla norma in una zona di campo in cui chi ha i piedi buoni fa veramente la differenza. Tra Ligue 1 e qualificazioni all’Europa League già 8 presenze e tre assist, 575 minuti giocati a suon di qualità e voglia di sfondare. Insieme al Marsiglia di Rudi Garcia.

SEBASTIAN DRIUSSI (ZENIT SAN PIETROBURGO, 1996)




Sogno delle italiane, delizia per Roberto Mancini. Inseguito ma mai acciuffato, preso dallo Zenit e già punto fermo dei russi di San Pietroburgo. Due gol in campionato, entrambi al Rubin Kazan, quattro assist e prestazioni da giocatore vero. Da monitorare, anche in chiave Nazionale…italiana, visto il doppio passaporto argentino-italiano. Lo Zenit se lo coccola, l’Italia può ritrovare questa prima punta nonostante i corteggiamenti falliti in estate. Con l’azzurro, non per forza quello dello Zenit.

ENES UNAL (VILLARREAL, 1997)



Attaccante da 185 cm di potenza pura. Anche in Spagna se ne sono accorti, dopo Turchia, Belgio e Olanda. Solo in Inghilterra non è riuscito ad imporsi, anche perché oltremanica non ci è mai realmente stato. Enes Unal e una carriera strana: esploso al Bursaspor, viene acquistato a diciotto anni dal Manchester City, che però non gli dà la chance di allenarsi in Inghilterra. E via con i prestiti: Genk, Breda, Twente. Intanto il Villarreal lo studia, crede in lui e lo compra per 14 milioni di euro con però un diritto di recompra in favore dei Citizens. Che così lo osservano da lontano, con la speranza di averci visto giusto in quel lontano 2015. Lui intanto fa quello che meglio sa fare: gol, al Real Betis, il primo nella Liga. Di certo non l’ultimo.

MIKEL OYARZABAL (REAL SOCIEDAD, 1997)



Da un turco ad uno spagnolo, rimanendo in Liga. Oyarzabal, il “piedone”. Quarantasette il numero di scarpe, tanto per ridefinire la questione “piedi piccoli uguale talento”. Con Mikel, cresciuto nell’Eibar, la realtà dei fatti è una e semplice: non ha i piedi piccoli, ma che classe. Trequartista vero, ala straripante: un ‘’10’’ per la Real Sociedad, sulle orme di Griezmann. Stessa cantera, stesso piede preferito. Ruolo diverso ma potenziale clamoroso. E la voglia di spaccare tutto con la Real Sociedad, non bastasse il primo gol in Liga al Celta Vigo in questa stagione.

ALEX IWOBI (ARSENAL, 1996)



Il nipote di Jay Jay Okocha ne ha fatta di strada. E nella focina di talenti chiamata Arsenal, alias: "Wenger crea la classe", Iwobi è tutt'altro che fuori posto. Sotto l'occhio attento di Wenger, è diventato non solo un'ala forte, ma anche un potenziale centrocampista centrale. Dall'esterno alla mezz'ala, un cambio di ruolo per testarne il talento, la voglia, la personalità. “Volevo dimostrare al mondo come potevo giocarmela contro i giocatori migliori del pianeta”, ha dichiarato in passato. Le stimmate ci sono, ora è il momento della consacrazione definitiva, in un Arsenal che lo vede ormai come titolare fisso.


VIKTOR TSYGANKOV (DINAMO KIEV, 1997)



Ucraino di Israele, un talento della Dinamo Kiev che vuole farsi strada nel calcio che conta. Tsygankov, Cyhankov: diversi modi per scrivere...talento. Viktor ha sempre incantato, partendo da sinistra. Dalle Nazionali giovanili alla Champions League, assist man contro il Napoli di Sarri. Autentico fulmine imprendibile per la difesa azzurra, da brividi l'esordio in Champions: "Quando ho sentito sul campo l’inno della Champions League, ho sentito i brividi che correvano sulla pelle". Ora l'altra competizione europea, quella che tanti snobbano, quella dove i talenti esplodono. Quella dove ci segneremo sicuramente il nome di Viktor Tsygankov.


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