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Manchester City-Liverpool, 4-0 e tripletta di Haaland: alcuni tifosi dei Reds lasciano l'Ethiad
All'Ethiad sta dominando il Manchester City. La squadra guidata da Pepijn Lijnders, nelle vesti di primo allenatore a causa della squalifica di Guardiola, è avanti 4-0 dopo 60'. Protagonista assoluto Haaland, che ha firmato la sua 28esima tripletta in carriera.
Esulta anche Semenyo, che al 50' ha superato Mamardashvili con un pallonetto su assist di Cherki. Fase di dominio del Manchester City, che non lascia spazio alle ripartenze della squadra di Slot. Inoltre, alcuni tifosi del Liverpool, delusi dalla prestazione dei propri giocatori, hanno iniziato a lasciare lo stadio senza attendere la fine del match.
Milan, Allegri: "CT della Nazionale? Non ci ho pensato, sono contento di essere al Milan e voglio continuare qua"
Nella conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Napoli Allegri è tornato su uno dei temi più caldi del momento: la Nazionale italiana. Sono stati fatti diversi nomi per sostituire Gattuso e l'allenatore rossonero ha quindi spiegato: "Io CT della Nazionale? In questo momento non ci ho pensato perché sono contento di essere al Milan e voglio continuare qua. Ma la vita è imprevedibile, ora penso alla Champions. Ormai penso alla Champions e dovessimo farcela mi dovrò riabituare perché un anno me l'hanno fatta saltare, un anno sono andato via e mi devo riabituare alla competizione (ride, ndr). Non è tutto da buttare in nazionale secondo me. Ora c'è questa moda di buttare tutto e ripartire da zero ma secondo me anche quando le cose non vanno c'è sempre qualcosa da cui ripartire".
Poi è tornato anche sui rossoneri che, dopo la vittoria a San Siro contro il Torino prima della sosta per le Nazionali, si stanno preparando alla trasferta sul campo del Napoli, in programma al Maradona nel posticipo della 31ª giornata di Serie A. All’esterno di Milanello, questa mattina, un corteo di tifosi rossoneri ha voluto caricare la squadra in vista del decisivo finale di stagione.
LA CONFERENZA STAMPA DI ALLEGRI - L'allenatore rossonero ha infatti spiegato la vicinanza del loro pubblico che si è presentato davanti a Milanello: "Ci ha fatto molto piacere l'arrivo dei tifosi visto che non possono partecipare alla trasferta. Ci preparemo bene domani e poi andremo a giocare questa partita".
Allegri si è anche soffermato sul momento del Milan e sulla partita contro il Napoli: "Si inizia la parte finale della stagione che è il momento più bello e importante perché bisogna rientrare in Champions per il prossimo anno. Bisogna fare un passetto alla volta. Potrebbe essere un turno decisivo anche se mancano ancora diverse partite. Dobbiamo avere tanta ambizione, dobbiamo guardare quelle dietro perché il nostro destino è nelle nostre mani. Così come quello dell'Inter per vincere lo Scudetto è nelle sue mani".
SULLA NAZIONALE ITALIANA - L'allenatore del Milan è tornato sull'Italia commentando cpsa si dovrebbe fare in questo momento buio: "La Nazionale deve capire cosa fare fino al 2034. Una volta che hanno fatto cosa devono fare, che hanno esaminato le migliorie da fare nel sistema calcio allora si vedrà un futuro più roseo. Ci sono tanti giovani bravi che stanno giocando.
"Sono dispiaciuto per la mancata qualificazione dell'Italia ma da questa situazione bisogna crescere e avere una visione di strategia da qui a dieci anni. Le soluzioni ci sono e basta saperle trovare. I giudizi poi li danno gli esperti. Si deve prendere il tempo necessario per fare un programma e schiarire le idee per arrivare al Mondiale del 2030. I giocatori buoni in Italia ci sono. Il futuro della Nazionale sarà un buon futuro", ha continuato parlando sempre della Nazionale.
SULLA CONDIZIONE DELLA SQUADRA - Allegri infine ha parlato anche della condizione fisica di tutto il gruppo: "Tutti stanno molto bene soprattutto in attacco ma le scelte le farò domani dopo l'ultimo allenamento. Siamo pronti a passare il finale di stagione tutti appassionatamente insieme. Adesso ci vuole gente lucida di testa e tanto tecnica. Noi giochiamo dopo Pasqua e non abbiamo in testa l'idea della vacanza. Iniziamo con una bella partita e speriamo di fare bene".
Chivu: "Ci aspetta un fine stagione impegnativo. Bastoni ha messo la faccia"
"Sono convinto che Bastoni è dispiaciuto dell'accaduto ma è contento del sostegno dei compagni in Nazionale e qua nel club. La faccia l'ha messa, in un momento di difficoltà si è presentato per rappresentare un paese con quello che aveva a disposizione, per cercare di portare a buon fine un sogno di tutti gli italiani": così Cristian Chivu ha parlato del difensore nerazzurro dopo l'espulsione ricevuta contro la Bosnia nel playoff perso dalla Nazionale.
L'Inter torna in campionato domenica sera alle 20:45 a San Siro contro la Roma. La sosta potrebbe aver aiutato l'Inter nel recuperare energie fisiche e mentali: arrivano alla sfida contro i giallorossi con due punti nelle ultime tre partite. Per i nerazzurri arrivano però ora due sfide ancor più complicate delle precedenti, a partire proprio da quella contro la Roma di Gasperini. Chivu ha parlato in conferenza della condizione della sua squadra.
LE PAROLE DI CHIVU - L'allenatore romeno ha esordito: "Il gruppo arriva dopo la sosta, chi è rimasto qua ha goduto anche di qualche giorno di riposo e ha fatto anche dei bei carichi di lavoro. Chi è andato in nazionale ha staccato un po'. Purtroppo alcuni non hanno raggiunto il loro obiettivo e sono tornati consapevoli che ci aspetta un fine stagione molto impegnativo, dove dobbiamo fare il nostro meglio".
Sulle difficoltà dell'Inter dell'ultimo periodo ha dichiarato: "Ho a che fare con dei grandi campioni dal punto di vista umano: me l'hanno fatto vedere. Hanno sempre saputo rialzarsi una volta assaggiata l'amarezza. Hanno imparato che ogni tanto si casca e non si raggiunge l'obiettivo, ma quello che conta è la reazione, il carattere e quello che riescono a mettere in mostra per i compagni, per la società e per l'amore dei tifosi. Lo sanno che le delusioni fanno parte del gioco. Non sono preoccupato: in questi otto mesi me l'hanno fatto vedere che sono degli uomini con dei valori, con qualità e con molto certezze".
SU BASTONI - "Questo gruppo ha dei valori. ha imparato dagli errori. Conta quello che siamo diventati oggi, nonostante le difficoltà abbiamo sempre alzato la testa e messo la faccia. Parlo anche di Bastoni, io l'ho lasciato con le stampelle e tre giorni dopo era in campo. Si punta sempre il dito e si va sempre a cercare qualcosa che non ha a che fare con i valori di questa squadra": ha detto Chivu sul numero 95 dell'Inter.
Ha poi commentato l'errore e l'espulsione nel playoff: "Nel calcio conta il rispetto dei compagni e il lavoro. Sono convinto che Bastoni è dispiaciuto dell'accaduto ma è contento del sostegno dei compagni in Nazionale e qua nel club. La faccia l'ha messa, in un momento di difficoltà si è presentato per rappresentare un paese con quello che aveva a disposizione, per cercare di portare a buon fine un sogno di tutti gli italiani. Nonostante le condizioni fisiche ha dato la disponibilità: per me vale tanto, da uomo che capisce certe dinamiche del calcio. Quello che conta è l'amore e la stima che ricevi dai compagni".
E sul futuro di Bastoni: "A lui devo dare serenità, fiducia e le idee chiare di cosa fare in campo: come a tutti gli altri. Io non posso controllare il suo futuro. Io so che è contentissimo di stare nella nostra squadra. All'Inter ha sempre messo la faccia e dato il 100%: a me interessa quello. Starà a lui decidere sul suo futuro professionale e sulla sua vita. Finché è qua darà sempre il massimo, sarei felice se rimanesse".
LA NAZIONALE - Ha poi parlato delle responsabilità del blocco Inter con gli azzurri: "Sugli italiani in Nazionale? Noi abbiamo 5 giocatori che rappresentano la Nazionale, non è colpa loro. Per noi è motivo di orgoglio. Le partite si possono perdere o vincere, si dà sempre il meglio sia in Nazionale che nel club".
LA PARTITA CONTRO LA ROMA - Chivu è intervenuto anche sul delicato match contro la Roma di domenica sera: "Sappiamo la forza della Roma, del gruppo e dell'allenatore. Sappiamo che è una partita importante, la prossima è la più importante. Dobbiamo ritrovare convinzione e accettare quello che la Roma propone in campo. Bisogna avere coraggio e la personalità giusta e l'ambizione giusta per portare a buon fine una gara che è complicata".
COME ARRIVA LA SQUADRA - L'allenatore si è espresso anche sull'andamento dei nerazzurri: "Per me i risultati fanno parte del campionato. In 18 gare ne abbiamo vinto 14, pareggiate 3 e persa una: è un ritmo molto buono. Fa parte dell'andamento di un campionato. Volevamo di più ma ci prendiamo quello che abbiamo meritati. Direi che finché siamo primo siamo riusciti ad essere competitivi. Ovvio che a livello individuale ogni giocatore è indispensabile: lo è Lautaro, ma anche Diouf e Luiz Henrique. Tutti i giocatori sono importanti, averli a disposizione e pronti mentalmente".
GLI ATTACCANTI - Chivu ha poi parlato anche della condizione di Pio Esposito e Thuram: "Su Pio e il rigore sbagliato.? Mi interessava sapere se ha chiesto lui di battere. Mi è bastata la sua risposta che è stata "sì". Per me basta che ha avuto il coraggio di metterci la faccia, è un buon segno per noi e per la nazionale".
Ha poi continuato: "Sono contento che Thuram abbia segnato in Nazionale. Cè molta aspettativa sulla Francia, ha molti attaccanti. Marcus è una costante per la loro nazionale l'ha dimostrato ancora. Noi sappiamo il suo lavoro e la sua qualità: ne è consapevole anche lui. Sta lavorando per aiutare la squadra"
GLI ARBITRI - Ha poi concluso: "Vedo e sento delle cose che non hanno a che fare con i valori dello sport. Dopo l'episodio post Juve, non ho visto la stessa gogna mediatica. Quando vi sono episodi a sfavore contro di noi nessuno dice nulla. Noi accettiamo tutti i pensieri, consapevoli che storicamente chi è primo è la squadra più odiata. Le mie energie me le tengo per scegliere sulla migliore formazione. Pensate se inizio a pensare agli arbitri, al Var, a chi sono gli assistenti. Non è una cosa che mi interessa e che mi compete. La mia unica preoccupazione è portare questa squadra e esprimersi al massimo".
Genoa, De Rossi: “Spalletti uno di famiglia. Mi ha fatto gli auguri per Pasqua, io per Pasquetta…
Sosta alle spalle, meno due alla sfida di lunedì all’Allianz Stadium con la Juventus per il Genoa. Sfida speciale per Daniele De Rossi, che ritroverà il suo ex allenatore Spalletti. L'ex Roma dalla sala stampa del Signorini ha introdotto il match di Pasquetta.
Partendo dal ritorno dopo la sosta: "Avevo detto che non riuscivo a immaginare una sosta con un risultato negativo, come ho vissuto queste due settimane? La delusione va smaltita. Non è la prima volta che raccogliamo meno punti di quelli che avremmo meritato, sono cose che non si possono cambiare. Va fatta un’analisi onesta e lucida della partita e non si può non essere soddisfatti della prestazione dei ragazzi. Sono fiducioso, ti fai delle domande in più, se vai sulla strada giusta. I ragazzi che sono rimasti si sono allenati seriamente, hanno meritato il premio quasi pieno. Sono contento dei nazionali che sono rientrati belli svegli e ludici. Sappiamo che il nostro obiettivo è lontano e giochiamo contro una squadra molto forte”.
IL RAPPORTO CON SPALLETTI - Inevitabile un passaggio di De Rossi sull’incrocio con Luciano Spalletti: “Allenatore e persona per me importante, lo inquadro nella sfera non professionale della mia vita ma personale, quasi familiare. Allenatore fenomenale, ci siamo dati tanto, ero giovane, il periodo più bello della mia carriera. Sono successe tante cose dentro e fuori dal campo. Ci siamo scornati, avvicinati, siamo legati come tutti quelli di quella Roma lì. Abbiamo un gruppo whatsapp, ci ha fatto gli auguri per Pasqua, io gli ho fatto auguri per Pasquetta… Il paragone con Mazzone? Se faccio gol vado sotto alla curva. Ho avuto la fortuna di esordire come raccattapalle con Mazzone. Un onore. Uno lo ricorda vulcanico ed esuberante e può pensare ad un allenatore vecchio stampo. Chi lo ha avuto però, su tutti Pirlo e Guardiola, ne parla come un allenatore votato al futuro”.
SULLA JUVENTUS - Tornando alla gara con la Juve: “Battere una big lontano dal Ferraris stimolo e sfizio in più? Noi qui non siamo alla ricerca di sfizi, ma di punti. Anche in casa mi ricordo all’andata campo ostico, abbiamo bisogno di punti, farli allo Stadium motivo di orgoglio, ma abbiamo bisogno di punti. Più punti possibili per farci trovare pronti nel caso dietro facciano un grande finale di stagione".
Ha proseguito: "Cosa non dovrà mancare a Torino e se Sabelli potrà giocare al posto di Norton? Penso che per la mia squadra il mio obiettivo è che si possano preparare diverse strategie, ma che alla fine si abbiano crismi come il coraggio, l’aggredire gli avversari quando hanno palla, il difendere e il gestire il possesso della palla che non devono mancare mai. Cose che poi cercano tutti gli allenatori credo, credo che siano le basi della mia squadra. Una squadra coraggiosa, che lavori sulla profondità e che giochi la palla”.
De Rossi ha poi spiegato cosa si aspetto tatticamente e quali possono essere le contromisure: "La Juve è una squadra di qualità come la Roma, con giocatori forti ma forse un po’ più camaleontica quando ha il pallone fra i piedi. Sicuramente ha grande palleggio e tante opzioni. Ci stiamo preparando un paio di alternative, siamo abbastanza pronti ad affrontare tutti i tipi di Juve che possiamo trovarci di fronte, anche se poi non si è mai pronti ad affrontare giocatori forti come quelli della Juve. Testa alta senza difenderci in area, perché è lì dove i loro giocatori tirano fuori il massimo della loro qualità”.
CAPITOLO INFERMERIA - L'allenatore del Genoa è poi intervenuto sulle condizioni di Norton-Cuffy e sul minutaggio di Baldanzi: "Brooke non sarà della partita. Non siamo preoccupati, non è un infortunio grave, ma ha avuto un piccolo infortunio alla fine dell’allenamento in Nazionale. Non è una cosa grave, ma è grave non averlo a disposizione. Tommaso si è allenato, l’ho visto bene. In alcuni allenamenti l’ho visto un po’ meno elastico e brillantemente, negli ultimi due bene. Può partire dal primo minuto come iniziare dalla panchina”.
Si è poi espresso sulla sosta come pericolo a livello psicologico: “Personalmente mi piace staccare subito, a prescindere dal risultato. Non mi piace fare così tanti allenamenti quando la partita è così lontana. La sosta è stata produttiva. Abbiamo staccato e lavato via il fastidio di quella partita che avremmo meritato di vincere. Abbiamo lavorato bene, a volte il riposo e staccare anche con la testa è uno degli allenamenti migliori che si possano fare”.
I GIOVANI - De Rossi ha poi parlato dei giovani del Genoa che in settimana hanno fatto bene e il coraggio che manca nel lanciarli: “Può essere tutto, ma andremmo a generalizzare e banalizzare il concetto se parlassimo solo di coraggio. Ogni giocatore ha il suo percorso. Abbiamo mandato a giocare Fini e Venturino ma tenuto e difeso da diverse offerte Ekhator. Alla Roma ho combattuto per tenere Pisilli e ora è in Nazionale A. Non credo si tratti solo di coraggio, ma di alzare un livello. Sono situazioni, modi di giocare, Lorenzo deve adattarsi a fare il quinto. Ma penso che il vero coraggio sarà a giugno quando dovremo costruire il Genoa, si parte da 0-0 e il destino ci dirà se il coraggio ha pagato. Quando subentri devi mettere a posto tante cose, il coraggio lo dimostreremo quando andremo a ricostruire il Genoa dando dei posti importanti ai giovani”.
LA NAZIONALE - A chiudere la conferenza un pensiero dell'allenatore rossoblu sulla Nazionale: “Se dovessero chiamarmi? Non mi aspettavo questa domanda, pensavo volessi un programma del calcio italiano. Mi ero preparato per non rispondere. Credo che si stia un po’ parlando troppo e ovunque: dall’ex giocatore ai giornalisti, al macellaio e al pizzicagnolo. Mi preoccupo della salvezza del Genoa e credo che aggiungere parole su parole a tutto questo minestrone di chiacchiere non sia così importante. Rimango col dispiacere di aver visto tanti miei amici distrutti e tanti giocatori che ho allevato come compagni di squadra. Rimango con questo dispiacere e non mi metto a fare tante chiacchiere”.
Sassuolo-Cagliari, le formazioni ufficiali
Archiviata la pausa nazionali che ha portato un'altra grossa delusione al calcio italiano, riparte la Serie A per il rush finale di stagione. Al Mapei Stadium di Reggio Emilia si apre la 31ª giornata di campionato - che parte oggi e si concluderà a Pasquetta -, con la sfida tra Sassuolo e Cagliari.
I neroverdi si presentano al rientro dalla sosta con molta serenità, frutto della comoda 10ª posizione in classifica e del pareggio contro la Juventus arrivato nell'ultimo turno di campionato. L'obiettivo della squadra di Grosso è terminare in crescendo questa stagione, provando magari ad avvicinarsi ai posizionamenti europei. D'altro canto, il Cagliari è reduce da un periodo piuttosto complicato in cui sono arrivati 5 sconfitte e 2 pareggi. La zona retrocessione si è avvicinata paurosamente e dista solo 3 punti, motivo per cui i ragazzi di Pisacane devono ritrovare la vittoria il prima possibile.
LE FORMAZIONI - A poco meno di un'ora dal calcio d'inizio del match, sono state rese note le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori:
SASSUOLO (4-2-3-1) - Muric, Walukiewicz, Idzes, Romagna, Garcia; Koné, Thorstvedt; Berardi, Volpato, Laurienté; Pinamonti. All. Grosso
A disposizione: Satalino, Turati, Zacchi, Doig, Nzola, Matic, Fadera, Moro, Coulibaly, Lipani, Vranckx, Iannoni, Bakola, Pedro, Muharemovic.
CAGLIARI (3-5-2)- Caprile; Ze Pedro, Mina, Rodríguez; Palestra, Deiola, Gaetano, Adopo, Obert; Folorunsho, Esposito. All. Pisacane
A disposizione: Sherri, Ciocci, Mazzitelli, Kilicsoy, Raterink, Belotti, Albarracin, Sulemana, Liteta, Zappa, Borrelli, Mendy.
DOVE VEDERE LA PARTITA - La partita tra Sassuolo e Cagliari, in programma alle ore 15.00 al Mapei Stadium e valida per la 31ª giornata di Serie A, sarà visibile su Dazn.
Ultim'oraAtalanta, in arrivo un'offerta da 35 milioni più bonus dell'Atletico Madrid per Ederson
Dopo 4 anni insieme, al termine della stagione Ederson potrebbe lasciare l'Atalanta. Sul centrocampista brasiliano è infatti molto forte l'interesse dell'Atletico Madrid, che negli ultimi giorni si è mosso con forza per provare a chiudere il prima possibile l'operazione.
Gli spagnoli hanno già trovato un accordo con l'ex Salernitana sulla base di un contratto quadriennale da 5 milioni di euro a stagione più un bonus di 2 milioni alla firma, e puntano ora a soddisfare le richieste economiche dell'Atalanta. I bergamaschi chiedono 50 milioni per il cartellino del centrocampista, mentre i Colchoneros formalizzeranno a breve un'offerta da 35 milioni di euro più 3 di bonus.
I NUMERI - Anche in questa stagione, così come nelle scorse, Ederson è stato un vero e proprio perno prima per Juric e poi per Palladino. Al netto dei numeri, 2 gol e un assist tra Serie A e Champions League, il brasiliano è risultato tra i principali trascinatori del club nerazzurro sia in campionato che in Europa, giocando pressoché sempre titolare quando disponibile. Un rendimento, il suo, che ha convinto l'Atletico Madrid a investire tanti soldi per acquistarlo: da capire, adesso, se e a che cifra potrà eventualmente chiudersi la trattativa.
Palladino: “Con la Juventus una chiacchierata, ho aspettato l’Atalanta”
"I temi da affrontare sono molteplici. Per costruire una casa le fondamenta devono essere forti. Dodici anni senza Mondiale sono la prova che tante cose non hanno funzionato, c'è stata consapevolezza? Ogni volta se ne è parlato per una o due settimane e poi basta, il cambiamento radicale è necessario. Oggi non si investe nei settori giovanili, non si punta sugli istruttori ce dovrebbero essere competenti e ben pagati. L'utilizzo di tanti stranieri toglie spazio e valore ai nostri giovani", ha spiegato Raffaele Palladino, allenatore dell'Atalanta, in un'intervista rilasciata a Il Corriere della Sera.
Uno dei giovani di migliore talento è sicuramente Marco Palestra. Su di lui, ha rivelato l'allenatore nerazzurro: "Palestra è cresciuto molto, il prossimo anno lo vorrei con me". Dopo i primi due mesi con Juric l'Atalanta ha intrapreso un cammino importante a livello di punti, e proprio per questo: "I punti a disposizione per arrivare in Champions League ci sono, dico ai ragazzi che abbiamo perso i due mesi iniziali ma dobbiamo recuperare gli ultimi due. Bisogna crederci senza porci limiti, vogliamo l'Europa e bisogna puntare al massimo. La mia ambizione è vincere qualcosa di importante".
IL PASSATO A FIRENZE E LA JUVENTUS - Dopo un'ottima stagione, la Fiorentina e Palladino si sono separati, con l'allenatore che ha rassegnato le dimissioni. La causa, spiega: "Avevamo visioni completamente differenti e il binomio si deve incastrare per ottenere risultati". Nessun rancore, però, per Palladino, che sottolinea: "Sono stato benissimo a Firenze, abbiamo fatto qualcosa di enorme. Un bagaglio anche di vita che mi porterò dietro per sempre. 65 punti non so quando riusciranno a rifarli. Ho fatto una cosa forte, io non alleno per soldi ma per ambizione, e lì non c'erano più i presupposti".
Palladino ha voluto fortemente l'Atalanta, come rivela: "Quando è cominciato il campionato ho rifiutato offerte anche estere perché pensavo all'Atalanta, ci tenevo, l'ho aspettata e per mia fortuna è arrivata". Su un possibile approdo alla Juventus per il post Tudor, invece, ammette: "Con la Juventus abbiamo fatto una chiacchierata, poi loro hanno scelto un grande allenatore come Spalletti".
L'ALLIEVO E IL MAESTRO - Raffaele Palladino è uno dei cosiddetti "Allievi di Gasperini", e all'Atalanta ne ha anche preso il posto: "Raccogliere l'eredità di Gasperini è stato naturale, come se fossi arrivato in un ambiente ideale e preparato per me. Il mister qui ha fatto una grandissimo lavoro, resterà nella storia".
Manchester City-Liverpool, le formazioni ufficiali: c'è Haaland, Chiesa in panchina
Manchester City-Liverpool, atto III. Le due grandi del calcio inglese si affrontano per la terza volta in stagione in quello che negli ultimi anni è diventato un vero e proprio classico britannico. Questa volta però non c'è la Premier League in palio, bensì un posto in semifinale della gloriosa FA Cup: un elemento in più per caricare una rivalità già di per sé carica.
Da entrambi i lati, infatti, c'è una gran voglia di riscatto. I Citizens sono reduci da due finali consecutive nelle passate edizioni e questa volta puntano a vincere la coppa, che manca dal 2023. Allo stesso tempo, con la Champions League ormai andata e la lotta al titolo che pare favorire l'Arsenal, Guardiola si è posto come obiettivo di portare a casa quella che potrebbe essere il suo ultimo trofeo da allenatore del Manchester City.
I Reds invece non superano i quarti addirittura dal 2022, anno in cui vinsero il proprio 8° trofeo, e vogliono spezzare questa sorta di maledizione venutasi a creare nelle ultime stagioni. La sfida di Champions League contro il PSG può aspettare: Slot non vuole assolutamente sottovalutare il City e proprio per questo ha schierato quasi tutti i propri migliori uomini.
LE FORMAZIONI - Ecco dunque le formazioni ufficiali scelte da Guardiola e Slot per la sfida dell'Etihad Stadium.
MANCHESTER CITY (4-2-3-1): Trafford; Nunes, Khusanov, Guehi, O'Reilly; Rodri, Bernardo Silva; Semenyo, Cherki, Doku; Haaland. All. Guardiola
A disposizione: Donnarumma, Reijnders, Ake, Marmoush, Kovacic, Nico, Ait-Nouri, Savinho, Foden.
LIVERPOOL (4-3-3): Mamardashvili; Gomez, Van Dijk, Konate, Kerkez; Szoboszlai, Gravenberch, Jones; Salah, Ekitike, Wirtz. All. Slot
A disposizione: Woodman, Mac Allister, Chiesa, Gakpo, Robertson, Frimpong, Nyoni, Morrison, Ngumoha.
DOVE VEDERE LA PARTITA - La partita tra Manchester City e Liverpool, in programma alle ore 13.45 all'Etihad Stadium e valida per i quarti di finale di FA Cup, sarà visibile su Dazn e su Discovery+.
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